I nostri splendidi media accettano che sia guerra in tutto e per tutto, compresi bambini massacrati e ospedali bombardati. Tranne quando una parte precisa cattura uno dell'altra parte. Allora è un "rapimento", una scorrettezza, una mossa da canaglia, rottura della tregua (che ad esempio costui fosse lì dove l'hanno preso invece non è rottura della tregua, no no).
Quando, sulla base di accuse non dimostrate, e dimostratesi poi taroccate - nascondendo la morte già avvenuta dei tre ragazzi per avere l'opinione pubblica con sè - Israele ha rapito (qui sì che ci sta) circa CINQUECENTO membri di Hamas o presunti tali in Cisgiordania, senza renderne conto a nessuno, silenzio totale.
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02/08/14
Rapimenti
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10/10/09
La Cina è vicina
Cortocircuiti vegetali, locale e globale.
Pare di stare nella pubblicità delle caramelle alle erbe, quella in cui gli inuit dicono che le hanno inventate loro e gli svizzeri si incazzano.
Torno da un fruttoso giro al mercato di Porta Palazzo, dove trovo un Asia Market fornitissimo dopo la decadenza repentina di quello di fiducia a San Salvario, ma dove trovo soprattutto queste.

Una decina di anni fa, quando organizzavo i concerti a El Paso Occupato e mi occupavo anche di preparare la cena (è lì che ho cominciato a imparare, facendo la spesa e cucinando per 40 persone bravissime in cucina ed esigentissime... grazie Lorena, Sandro, Andrea!), un contadino di indiscutibile etnia piemontese me le vendette come "melanzane invernali". Sempre al mercato di Porta Palazzo. Non le avevo mai viste prima, e sapevano di prodotto iper-locale passato nel dimenticatoio, salvato solo da pochi coltivatori un po' nostalgici.
Erano buonissime, e non le vidi mai più.
Fino a oggi, quando a fine giro sono passato dalla zona cinese del mercato per comprare il daikon. Ed eccole lì, su un banco di verdura cinese con dietro una deliziosa adolescente cinese, vendute come "melanzane cinesi".
Chi bara?
Importa?
PS - E se il Nobel per la pace a Obama, a prima vista francamente ridicolo, fosse invece un colpo di genio degli svedesi per fare rigare dritto gli Usa? Come dire: "Ora sei Nobel per la pace, sbattiti e non fare scherzi".
Pare di stare nella pubblicità delle caramelle alle erbe, quella in cui gli inuit dicono che le hanno inventate loro e gli svizzeri si incazzano.
Torno da un fruttoso giro al mercato di Porta Palazzo, dove trovo un Asia Market fornitissimo dopo la decadenza repentina di quello di fiducia a San Salvario, ma dove trovo soprattutto queste.

Una decina di anni fa, quando organizzavo i concerti a El Paso Occupato e mi occupavo anche di preparare la cena (è lì che ho cominciato a imparare, facendo la spesa e cucinando per 40 persone bravissime in cucina ed esigentissime... grazie Lorena, Sandro, Andrea!), un contadino di indiscutibile etnia piemontese me le vendette come "melanzane invernali". Sempre al mercato di Porta Palazzo. Non le avevo mai viste prima, e sapevano di prodotto iper-locale passato nel dimenticatoio, salvato solo da pochi coltivatori un po' nostalgici.
Erano buonissime, e non le vidi mai più.
Fino a oggi, quando a fine giro sono passato dalla zona cinese del mercato per comprare il daikon. Ed eccole lì, su un banco di verdura cinese con dietro una deliziosa adolescente cinese, vendute come "melanzane cinesi".
Chi bara?
Importa?
PS - E se il Nobel per la pace a Obama, a prima vista francamente ridicolo, fosse invece un colpo di genio degli svedesi per fare rigare dritto gli Usa? Come dire: "Ora sei Nobel per la pace, sbattiti e non fare scherzi".
06/07/09
Colonialismo alla cinese

Leggiamo sui giornali e sentiamo nei telegiornali dei disordini scoppiati a Ürümqi, estremo nord-ovest della Cina, fra cittadini di etnia uigura e cittadini di etnia han, ovvero i cinesi. Come sempre, dall'11 settembre 2001 in qua, quando fa comodo si tratta di disordini scatenati da non meglio precisate "minoranze musulmane".
Precisiamo, invece. Gli uiguri, di religione musulmana, sono da sempre la larghissima maggioranza della popolazione dello Xinjiang. Non lo dico io, e non è necessario essere Ryszard Kapuściński per saperlo. Basta leggere un giornale ogni tanto, ricordarsi delle cose lette quando queste salgono agli onori delle cronache, oppure andare sul solito, banalissimo Wikipedia: "Lo Xinjiang o Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang è una regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese dal 1955, la cui maggioranza della popolazione è uigura (45%)".
Sono il popolo che abita quei posti da sempre, insomma, non i quattro fanatici con cinture esplosive e poster di Osama che come sempre ci vengono raccontati. Solo negli ultimi decenni gli uiguri sono stati quasi raggiunti dagli han, a causa della politica colonialista del governo di Pechino. Al quale, come a tutti i governi bisognosi di reprimere qualcosa, fa gioco la religione sbagliata degli avversari e il definirli, puntualmente, terroristi. Un lasciapassare già timbrato. Quattro uiguri sono finiti pure a Guantanamo, tanto per gradire. Ricordate?
Ancora Wikipedia: "La percentuale di cinesi di etnia Han sul totale della popolazione dello Xinjiang è cresciuta dal 6% del 1949 al dato ufficiale attuale del 40%. Questo dato non tiene conto del personale militare, dei loro familiari e dei molti lavoratori immigrati non registrati. Buona parte di questa crescita della percentuale dei cinesi Han può essere attribuita alla Xinjiang Production and Construction Corp (XPCC). La XPCC è un'organizzazione semi-militare di coloni che ha costruito fattorie, villaggi e città sparse per il territorio dello Xinjiang. La trasformazione demografica viene comunemente considerata una minaccia alla conservazione della cultura dell'etnia Uigura e di altri gruppi non-Han".
Fischiano le orecchie a qualcuno, in Terra Santa?
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03/07/09
Rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
Con l'entrata in vigore della nuova legge sulla sicurezza abbiamo eliminato il problema alla radice, per così dire, ma questo pieghevole delle Poste realizzato per pubblicizzare il servizio di telefonia PosteMobile verso l'estero resta un piccolo capolavoro di italianità. Siamo o non siamo il Paese in cui un nome con più di tre consonanti, magari di seguito, diventa un "nome impronunciabile"?

Passi per la bandiera del Bangladesh, nella quale il cerchio rosso non è in realtà al centro, ma sulla sinistra.

Passi per quella del Pakistan, che ha una banda verticale bianca che occupa un quarto dello spazio sulla sinistra, totalmente dimenticata.

Passi per quella dello Sri Lanka (a proposito: bisogna per forza essere fan di M.I.A. per indignarsi dopo i massacri compiuti dal governo nelle zone Tamil, o lo si può fare anche essendo ministri o capi di stato?), che oltre a una banda arancione ne avrebbe anche una verde, sulla sinistra.

Passi per la Moldova, che si chiama appunto Moldova e non Moldavia, l'hanno quasi imparato persino i telecronisti della nazionale (minuscola, finchè c'è lippi).
Passi, è un problema mio.
Ma la bandiera della Nigeria NON è quella, è questa:

Quella è la bandiera del Niger.
Una cosa è la Nigeria, un'altra cosa è il Niger.

Riusciamo ancora a capire la differenza fra la Nigeria e il Niger?
O sono la stessa cosa come i Rom e i Romeni?

Passi per la bandiera del Bangladesh, nella quale il cerchio rosso non è in realtà al centro, ma sulla sinistra.

Passi per quella del Pakistan, che ha una banda verticale bianca che occupa un quarto dello spazio sulla sinistra, totalmente dimenticata.

Passi per quella dello Sri Lanka (a proposito: bisogna per forza essere fan di M.I.A. per indignarsi dopo i massacri compiuti dal governo nelle zone Tamil, o lo si può fare anche essendo ministri o capi di stato?), che oltre a una banda arancione ne avrebbe anche una verde, sulla sinistra.

Passi per la Moldova, che si chiama appunto Moldova e non Moldavia, l'hanno quasi imparato persino i telecronisti della nazionale (minuscola, finchè c'è lippi).
Passi, è un problema mio.
Ma la bandiera della Nigeria NON è quella, è questa:

Quella è la bandiera del Niger.
Una cosa è la Nigeria, un'altra cosa è il Niger.

Riusciamo ancora a capire la differenza fra la Nigeria e il Niger?
O sono la stessa cosa come i Rom e i Romeni?
20/06/09
G L O B O

G L O B O Megamix / June 2009
Compiled & mixed by Andrea Pomini
Un mix veloce e molto "live" fatto in casa, con un po' dei suoni che potete sentire ogni giovedì a GLOBO, al Café Liber di Torino.
Il passaggio fra Teta Landro e Filastine è orrendo, almeno altri 4 o 5 fanno cagare, e in uno si sente pure la polvere nel crossfader del mio Gemini ScratchMaster molto d'annata. Ma le canzoni sono tutte belle, ed è anche ora di finirla con questa musica etnica patinata, quindi facciamo finta che sia fatto apposta.
Un file mp3 da 85'33", 64k.
Lo scaricate con facilità sul sito Love Boat, QUI.
Questa la tracklist:
The Budos Band – Origin of Man
Amral’s Trinidad Cavaliers Steel Orchestra – 90% of Me Is You
Hypnotic Brass Ensemble – Marcus Garvey
Grupo Monumental – Si, Para Usted
Teta Lando – Angolé (Maurício Pacheco Remix)
Filastine feat. Wire MC & ECD – Hungry Ghost
Extra Golden – Gimakiny Akia
Amadou & Mariam – Ce N’Est Pas Bon
The Clash – One More Dub
Chalachew Ashenafi – Munit
Denisa – Plaku Dhe Vajza
Black Power – Nho Antón Escaderode
Águias Reais – Bazooka
Voices of Darkness – Mota Ginya
Ja'afar Hassan – Palestinian
Tlahoun Gèssèssè – Yèné Felagoté
Unknown – Lam Thuy Ying Mora
Chico Montenegro – N’Golo Banza
Jose “Chepito” Areas – Funky Folsom
Omar Souleyman – La Sidounak Sayyada
Turbulence – Notorious
Don Air – Joy Dub
Egle Sommacal – Fuori Dal Bar
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