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21/07/10

Carpione

La molto estiva ricetta del seitan (o tempeh, o zucchine) in carpione.
(dosi per circa 500 grammi di seitan, preferibilmente marca Soyalab)

1) La marinata. Proporzioni: sei parti d'acqua, una di aceto di mele, una di shoyu. in tutto, ve ne servirà l'equivalente di due belle tazze. Magari anche tre, non si sa mai.

2) Pelate una cipolla bianca, tagliatela in due e quindi affettatela il più sottile possibile ottenendo tanti archi. Fatela imbiondire in padella con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva, ed aggiungete quindi una manciata di foglie di salvia ed un rametto di rosmarino. Salate e coprite, lasciando stufare a fuoco lento per 20 minuti.

3) Aggiungete la marinata alle cipolle, e fate andare il tutto a fuoco lento per altri 5 minuti.

4) Spezzettate il seitan, meglio se a mano. Tocchetti larghi un centimetro e mezzo e lunghi due o tre centimetri andranno bene, ma non è il caso di essere fiscali. Infarinateli e friggeteli in olio di semi di girasole (tassativo: biologico e pressato a freddo). Lasciateli scolare per qualche minuto su carta assorbente o su un sacchetto del pane.

5) Mette il seitan in una terrina o in un recipiente da frigorifero (meglio se vetro o ceramica) e copritelo con la combination marinata + cipolle. Lasciate raffreddare il tutto fuori dal frigo e, una volta raffreddato, chiudete con il coperchio o un piatto e mettete in frigo.

6) Resistete almeno 12 ore. Ogni tanto controllate, e se è il caso (se cioè il seitan assorbe a tutto spiano) aggiungete un po' della combination marinata + cipolle avanzata (visto che era meglio farne tre tazze?).

21/06/10

"Il vuoto è pieno di cose"



Esce in questi giorni il numero 46 della rivista Slow Food, con un mio reportage dalla comunità di coltivatori di datteri di M'Hamid e dal Café restaurant du Sud di Tagounite, Marocco.
Se siete soci di Slow Food la ricevete in abbonamento, potete sentire l'odore della carta e ammirare la bella grafica di Bodà. Altrimenti, potete sbirciare al link qui sopra.
Tutte le foto del viaggio in Marocco, quelle dell'articolo più molte altre, le trovate invece qui.

10/10/09

La Cina è vicina

Cortocircuiti vegetali, locale e globale.
Pare di stare nella pubblicità delle caramelle alle erbe, quella in cui gli inuit dicono che le hanno inventate loro e gli svizzeri si incazzano.

Torno da un fruttoso giro al mercato di Porta Palazzo, dove trovo un Asia Market fornitissimo dopo la decadenza repentina di quello di fiducia a San Salvario, ma dove trovo soprattutto queste.



Una decina di anni fa, quando organizzavo i concerti a El Paso Occupato e mi occupavo anche di preparare la cena (è lì che ho cominciato a imparare, facendo la spesa e cucinando per 40 persone bravissime in cucina ed esigentissime... grazie Lorena, Sandro, Andrea!), un contadino di indiscutibile etnia piemontese me le vendette come "melanzane invernali". Sempre al mercato di Porta Palazzo. Non le avevo mai viste prima, e sapevano di prodotto iper-locale passato nel dimenticatoio, salvato solo da pochi coltivatori un po' nostalgici.
Erano buonissime, e non le vidi mai più.
Fino a oggi, quando a fine giro sono passato dalla zona cinese del mercato per comprare il daikon. Ed eccole lì, su un banco di verdura cinese con dietro una deliziosa adolescente cinese, vendute come "melanzane cinesi".

Chi bara?
Importa?

PS - E se il Nobel per la pace a Obama, a prima vista francamente ridicolo, fosse invece un colpo di genio degli svedesi per fare rigare dritto gli Usa? Come dire: "Ora sei Nobel per la pace, sbattiti e non fare scherzi".

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