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09/01/10

Ué, Africa!

Qualcuno ci spiega perchè se capita un attentato alla Coppa d'Africa in Angola, tutti (Ivan Zazzaroni in testa, naturalmente) sono improvvisamente preoccupati per la sicurezza della Coppa del Mondo in Sudafrica?
Quando l'IRA ha mitragliato un elicottero inglese nel cielo di Clogher, Irlanda, l'11 febbraio del 1990, qualcuno ha espresso forse preoccupazione per gli imminenti mondiali di calcio in Italia? Sarebbe stato preso per pazzo, e a ragione.
Riusciamo quindi - in questi giorni di pogrom e caccia al nero soprattutto - a capire una volta per tutte che dire "Africa" è come dire "Europa", e che l'Africa è un continente enorme, fatto di una cinquantina di nazioni e di una miriade di popoli diversi?

Doppietta di Arafat



Perdonate l'ovvietà, ma Wikipedia possiede una dotazione infinita di notizie meravigliose. Se siete dei pignoli amanti dei particolari insoliti e stridenti come il sottoscritto, poi, saltare da un link improbabile all'altro è una pacchia difficilmente eguagliabile. E le gratificazioni sono sempre dietro l'angolo, se si ha lo sguardo giusto per coglierle.

Nella notte in cui arriva la notizia dell'agguato al pullman della nazionale di calcio togolese, assaltato da un commando armato di mitragliatrici a Cabinda, piccola enclave angolana chiusa fra i due Congo, a due giorni dall'inaugurazione della Coppa d'Africa (che idea, scegliere come una delle quattro sedi di partite il capoluogo di una provincia dichiaratasi indipendente, e in guerra con la madrepatria dal 1975! Un po' come quando hanno fatto giocare Moldova-Italia a Tiraspol, ma peggio) si comincia dalla pagina della suddetta nazionale.

Si scopre che, come ogni nazionale che si rispetti, il suo paio di mezze pippe brasiliane naturalizzate lo ha avuto pure il Togo (tutti pronti a tifare Amauri?), e che la quasi totalità dei restanti giocatori è nata nella capitale Lomé. Lo so, chi se ne fotte, ma a noi - so che siete in tanti, non abbiate paura! - interessano cose così.
Si scopre però, soprattutto, che una delle giovani speranze degli Sparvieri è un centrocampista offensivo diciottenne, che rischia di battere il ghaniano Joetex Asamoah Frimpong (Joe Tex, scritto staccato: in Ghana il soul è sempre andato forte) nella corsa al nome proprio più eccezionale del calcio africano.
Si chiama Arafat Djako, e sapete in che campionato gioca? Nella Premier League israeliana.

PS - Storia meno bella di come sembra, a leggere bene: il Bnei Sakhnin è la squadra più popolare presso la comunità arabo-israeliana. E ti pareva. Ma una bella doppietta di Arafat contro i rivali storici del Beitar Jerusalem (team fondato dal capo dell'omonimo movimento revisionista giovanile sionista, e il cui capitano Aviram Baruchyan si è dovuto scusare con i tifosi per aver dichiarato che gli sarebbe piaciuto avere un giocatore arabo in squadra) non sarebbe affatto male.







22/12/08



1. AA.VV. African Scream Contest (Analog Africa).

(...) Ma il gioiello più prezioso, da procurarsi ad ogni costo, è African Scream Contest - Raw & Psychedelic Afro Sounds from Benin & Togo 70s. Per il contenuto musicale innanzitutto, fusione bollente di funk, rock psichedelico e ritmi dell’Africa Occidentale realizzata con naturalezza soprendente. Ma anche per lo straordinario booklet, avvincente report sulla gestazione del disco con foto d’epoca e interviste sul campo. Esempio di attitudine e istruttivo (spassoso, a tratti) trattato su industria musicale e relativi personaggi delle due piccole nazioni in questione. Schiacciate fra colossi come Nigeria e Ghana, eppure in grado di sviluppare scene e linguaggi musicali autonomi. Raccolta superba, fra le migliori mai uscite nel suo genere. (da Rumore #198/199)

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