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15/11/10
4. MULATU ASTATKE. New York-Addis-London - The Story of Ethio Jazz 1965-1975 (Strut).
Ci vuole una bella faccia a dire di avere inventato un genere senza timore del ridicolo, e ci vuole soprattutto una discografia pronta a dimostrarlo. Mulatu Astatke può: quello che chiamiamo ethio jazz è farina del suo sacco. Forte di una popolarità sempre più vasta dopo la partecipazione alla colonna sonora di Broken Flowers, e dopo la fortunata collaborazione con gli Heliocentrics, il vibrafonista, organista, autore, arrangiatore e bandleader etiope viene oggi celebrato dalla Strut con una sostanziosa retrospettiva, che si candida a riepilogo definitivo della sua discografia. Sono ventuno brani registrati durante gli anni d’oro della musica abissina, in parte in patria e in parte in trasferta a Londra e New York, dove il nostro studia e impara a fondere in maniera personalissima le melodie della sua terra con vari filoni afroamericani. Quindi jazz, certo, ma anche soul, funk acido da blaxploitation, swing da club esotico, l’onnipresente Cuba (vedere il cantato in spagnolo di I faram gami i faram). Con i risultati da sogno che ormai conosciamo.
(Rumore n. 213)
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26/11/09
16. MULATU ASTATKE/THE HELIOCENTRICS. Inspiration Information.

16
MULATU ASTATKE/THE HELIOCENTRICS
Inspiration Information
(Strut)
Metterli insieme, ecco il vero colpo di genio. Dobbiamo ringraziare Karen P, producer della BBC e responsabile dell'evento Broad Cast, per l'idea: mettere insieme prima su un palco e poi in una settimana di studio gli Heliocentrics e Mulatu Astatke. Per chi non lo sapesse, e non avesse percepito la coolness che ha spinto questo disco ben al di là della cerchia degli appassionati, si tratta di un collettivo britannico dedito a una fusione molto trippy di funk, psichedelia, jazz, colonne sonore, Africa e oriente (date un ascolto a Out There, uscito su Now-Again), e del padre riconosciuto dell'ethio-jazz. Un grandissimo della musica africana e mondiale, titolare dello splendido quarto volume della serie Ethiopiques, lanciato qualche anno fa dalla colonna sonora di Broken Flowers di Jim Jarmush. Come diceva quello, “è praticamente ovvio”.
I quattrodici brani nati dalla liaison formano il terzo volume della serie Inspiration Information della Strut, dedicata alle collaborazioni fra musicisti attuali e loro influenze riconosciute. Inaugurata da due titoli fiacchetti firmati Amp Fiddler/Sly & Robbie e Ashley Beedle/Horace Andy, la collana qui decolla (per proseguire ad alto livello con Jimi Tenor e Tony Allen, pochi mesi dopo). Mulatu, vibrafonista e direttore d'orchestra, stende le tracce con l'aiuto di musicisti e strumenti tradizionali del suo Paese (krar, washint e begena, l'arpa di Re Davide). Joel Yennior della Either/Orchestra – anche per loro un ottimo volume di Ethiopiques - cura i fiati. Gli Heliocentrics suonano e arrangiano secondo il loro già classico stile fumoso e spaziale, aggiungendo tocchi di fuzz e break micidiali al tipico incedere etiopico. I due stili si compenetrano perfettamente, dando vita a un ibrido forse meno sperimentale del previsto, ma incredibilmente affascinante.
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