30/11/11

4. Machinedrum. Room(s). Planet Mu.



Aggiungere l'americano Travis Stewart - già noto come Syndrone e Tstewart, e metà dei Sepalcure - nella stessa categoria dove già alloggiano i compagni di etichetta Falty DL e Boxcutter, quella dei fuoriclasse che stanno definendo il suono del 2011. Un suono non (ancora) riconducibile a formule precise, ma che in Room(s) come in You Stand Uncertain e The Dissolve, tutti pubblicati dalla sempre più inattaccabile Planet Mu, prende forma e stupisce. Stavolta partendo dai 160 bpm circa del footwork di Chicago, e rimescolando le carte con l'intera tavolozza della storia della dance apparentementre a disposizione: house e techno, Londra e tropici, bassi grossi e leggerezza soul, ritmi sincopati fra jungle e garage e placidi synth anni '80, campioni r&b trattati fino al limite, stab a profusione, triplette percussive come se piovesse. La tecnica di un veterano cresciuto a pane e hip hop, e la spontaneità di un esordiente. Un'inebriante ipotesi di pop elettronico mutante, fisico e mentale insieme, tonificante e rilassante. Indispensabile.
(DJ Mag n. 14)

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