16/07/10

Lettere al direttore



(Su questo numero di Internazionale)

Da: andrea@love-boat.org
Oggetto: Tom Petty, musica, noto, ignoto
Data: 11 luglio 2010 12:09:12 GMT+02:00
A: posta@internazionale.it

Al lettore Edoardo, che sul numero 854 scrive lamentandosi di come le pagine musicali di Internazionale parlino di artisti poco conosciuti e poco "giovanili", vorrei fare fare due osservazioni, da appassionato di musica e da giornalista musicale.
Uno: pensare ai lettori giovani non significa solo parlare di artisti altrettanto o più giovani. Anzi!
Due: piaccia o meno Tom Petty, se su tredici amici ne hai trovati solo tre che lo conoscevano, significa che la direzione è quella giusta. Spero che il prossimo nome recensito lo conoscano solo in due, e quello dopo non lo conosca nessuno. I giornali (o i DJ, o le trasmisisoni radio, o le trasmisisoni tv se ci fossero...) servono esattamente a questo. Sai che noia, un giornale che parla solo di cose che conosci.
L'ignoto è molto più interessante del noto. Se sia meglio o peggio, o diverso, è bello scoprirlo.

Andrea Pomini

14/07/10

Anteprima / 4




"Finche sei sui venti, trent'anni hai una maggiore creatività, c'è poco da fare. Dopo non sei più baciato da quell'ingenuità e da quella spontaneità, se ne vuoi fare un'attività reale devi cercare di farlo diventare un lavoro, di fare le cose in maniera tale che ti riescano. Devi fare quello che fanno gli altri che lavorano. Io non ho mai creduto a questa cosa dell'artista. Cioè, mi piacciono gli artisti, ma non mi piacerebbe diventare un artista. Mi piacerebbe essere un artigiano, ho sempre puntato a quello, la mia ambizione è quella. Uno fa un tavolino, io ti faccio un brano che sta in piedi, oppure che serva".

11/07/10

Well it's 1984 ok

In attesa di vedere Nelson Mandela alla finale di stasera, salutato presumo con tutti gli onori che merita, mi piace ricordare che prima di diventare un simpatico vecchietto Madiba è stato fra i leader di una organizzazione che combatteva contro un regime razzista, l'African National Congress, e fra i fondatori del suo braccio armato, Umkhonto We Sizwe.
Secondo i parametri applicati nel 2010 per questo genere di cose insomma, a Gaza per esempio, Nelson Mandela oggi sarebbe un terrorista.

Ve lo immaginate un pezzo tipo Free le svariate migliaia di prigionieri palestinesi a TRL con la gente intorno che balla?
Vi immaginate, se è per questo, un gruppo pop con il coraggio di scriverlo, quel pezzo?

09/07/10

Anteprima / 3



"Alla fine, a me piacciono le cadute. In una carriera ci devono stare pure i dischi brutti, ti danno un senso di umanità. Dylan l'ho amato molto, ma non ci fossero stati i dischi brutti, quell'idea di perfezione... se dopo ti ripigli, certo".

06/07/10

Anteprima / 2



"Brodo di cagne strategico è un disco fondamentale per noi, bellissimo. In un certo senso, abbiamo fatto gli Starfuckers un po' marpioni, abbiamo reso commestibile qualcosa che loro volevano fosse completamente criptico, sotto tutti gli aspetti. Noi l'abbiamo sbobinato. Abbiamo liberato la cellula-uovo Starfuckers. Ognuno ha il suo stile, noi siamo noi e loro sono loro, però ci hanno influenzato molto, nel parlato soprattutto. Noi quell'atmosfera che abbiamo respirato insieme l'abbiamo resa più appetibile, più abbordabile. La musica che sentivamo era più o meno quella, la vita quotidiana che condividevamo era quella. Il fatto che ci fossero già gli Starfuckers a cantare in quel modo ci ha incoraggiato, ci ha fatto sentire parte di una tradizione."

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