09/05/10

Welcome to the jungle

Ci risiamo. Come nel caso del giovane ghanese - ma non si dirà mica ghaniano? - picchiato dai vigili urbani a Parma perchè "scambiato per uno spacciatore" (ne parlammo qui), un'altra volta assistiamo a un episodio di violenza gratuita da parte delle forze dell'ordine, e notiamo come il primo commento sia nuovamente lo stesso: lo avevano scambiato per un tifoso di calcio, proveniente dal vicino stadio Olimpico di Roma dopo gli scontri del derby.
Di nuovo, come dire: non è sbagliato il loro comportamento, hanno sbagliato persona.
Addirittura la famiglia stessa del ragazzo - e se questo non è segno dell'avere interiorizzato come scontato il fatto che con la divisa puoi fare quello che vuoi a chiunque, ditemi voi cosa lo è - parla di "Un pestaggio gratuito, frutto di un marchiano errore".
Ma dieci o venti celerini che circondano un ragazzo e lo menano, e poi lo portano via e lo menano ancora, non sono sempre un "marchiano errore", qualunque cosa abbia fatto il ragazzo?

08/05/10

Lunch, May 8th


Lunch, May 8th
Originally uploaded by P U M A

Novità in edicola

Mr. Fingers / 2

"Capita raramente che, parlando di generi e sottogeneri musicali, ci sia unanimità sul brano che li ha inaugurati. Per quanto riguarda però la deep house, su Can You Feel It di Larry Heard/Mr. Fingers, anno di grazia 1985, l'accordo è pressochè universale. Capita altrettanto raramente che persone tanto importanti per la storia della musica siano così disponibili e gentili, umili fino al rischio di scomparire nel mondo tutto apparenza del clubbing attuale. Di Heard, colosso della house di Chicago che – per come vanno le cose – non ci stupiremmo di vedere arrivare con due guardie del corpo e due stangone per lato, e un rider pieno di richieste assurde, colpisce la purezza. La sicurezza di sé che diventa concentrazione massima sulla propria arte, e minima sul contorno. “L'ultimo servizio fotografico me lo hanno fatto quattro o cinque anni fa”, ci dice. Pacato, minuto, per niente appariscente, sembra un turista qualunque con il berretto da baseball e lo zainetto in spalla. Più che sufficiente per cuffie e raccoglitore dei CD, comunque. L'opportunità di incontrarlo ci è data dal suo dj set al The Beach di Torino per Secret Mood, nuovo appuntamento che ha riportato sotto la Mole il gusto per la house classica, quella che rende chiaro il suo posto nel percorso evolutivo della musica afroamericana. Le domande che vengono in mente sono tante, si accavallano cronologicamente e si perdono nelle suggestioni fornite dalle risposte. Proviamo a mettere ordine."

(continua su DJ Mag Italia, in edicola da metà maggio)

05/05/10

Anteprima / 1



"Andammo a Rimini a vedere gli X, che erano il gruppo che amavo di più sulla faccia della terra. John Doe ci chiese se gli andavamo a comprare delle pizzette, perchè avevano fame. Era pomerggio, e noi come sempre eravamo già lì. Fu una delle giornate più emozionanti della mia vita. Lui era bellissimo, durante il soundcheck suonava il basso con i guanti, e le sue mani si muovevano sulla tastiera come se non ce li avesse, il che mi sembrava una cosa pazzesca. Mi sembrava un divo di Hollywood, oltre che la persona che avrei voluto essere, chiaramente."

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