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23/12/15

Gli album del 2015 / 8



8. Roger Robinson Dis Side Ah Town (Jahtari)

Con i riflettori puntati sulla pregevole collaborazione fra Fennesz e quei King Midas Sound di cui è una delle due voci, rischiavamo di perderci l'entrata trionfale di Roger Robinson nel ristretto novero dei dub poet. Il pensiero va dritto al più grande fra loro, Linton Kwesi Johnson, alle sue cronache di ordinaria ingiustizia in pieno incubo thatcheriano, declamate con tono caldo e severo sul potente incedere della Dub Band di Dennis Bovell. Robinson restringe il campo, concentrandosi su un quartiere londinese. Uno solo, ma pesantissimo in quanto a portata simbolica, snodo fondamentale di ogni discorso sui mutamenti dell'Inghilterra urbana e multietnica: Brixton.
Nato ad Hackney e cresciuto a Trinidad, già residente della zona, il nostro passa da Brixton di ritorno da un tour nell'agosto del 2011, e si ritrova in mezzo ai disordini che stanno mettendo a ferro e fuoco quella e varie altre zone della città, e del paese. Subito comincia a prendere appunti, mentali e reali, registrati al volo sul suo dittafono, usati come punto di partenza per una sorta di documentario sul luogo, la sua gente, la sua storia, il suo futuro. 
Walk with Me, dice uno dei titoli. Ed è proprio quello facciamo, in un tour con la miglior guida possibile, che trova la miglior colonna sonora possibile nel reggae retro/futurista dello specialista Disrupt. Il suo lavoro è quello di un artigiano giamaicano, sepolto da campionatori di una volta, ampli valvolari ed effetti autocostruiti, ma con una sensibilità dub(step) moderna. La base perfetta per le cronache sporche e immediate - o per le rare, splendide melodie cantate - di Roger.

07/12/09

Menzione speciale

Come i lettori sanno, il mensile di cui sono redattore pubblica le sue classifiche annuali nel numero di dicembre, tagliando fuori grossomodo due mesi di uscite. Lo scorso anno sono riuscito a fare entrare per il rotto della cuffia, e direttamente al primo posto, Black Diamond dei (di? del?) Buraka Som Sistema. Quest'anno, per una serie di motivi complicati da spiegare, il disco che avrebbe potuto ribaltare le gerarchie e piazzarsi molto in alto nei primi dieci posti lo avevo in casa da qualche giorno, ma ho realizzato troppo tardi le sue potenzialità. A giochi fatti, perchè fare una classifica è cosa faticosa e una volta fatta non la si cambia, dedico una menzione speciale.



KING MIDAS SOUND
Waiting For You...
(Hyperdub)
Dopo aver firmato come The Bug uno dei migliori album nella breve storia del dubstep, Kevin Martin torna con un progetto altrettanto fondamentale, per molti versi complementare a quell'esplosione di bassi e rime. Se London Zoo aveva del dub aggressivitá e potenza militante, Waiting For You fa sue economia del suono tramite sottrazione, sonnolenza, austeritá. E' il suono etereo del ritorno a casa con le orecchie sfondate, un madrigale subacqueo guidato dallo straordinario Roger Robinson, poeta anglo-caraibico diventato cantante. Di Martin giá si conosceva il valore, lui é la sorpresa, sia quando libera il falsetto sia quando declama severo. Insieme si avventurano fra gelo spettrale e calore umano, fra soul fumoso (I Man, Dahlin) e paranoia strisciante come il miglior Tricky proiettato nell'oggi (Lost, Earth a Kill Ya), lasciando il segno con canzoni intensissime, e con la cosa piú pop mai uscita per Hyperdub.
(da Rumore n.215)

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