Mentre noi qui passiamo il tempo a decidere se Vasco Brondi sia un pacco o no (il sottoscritto ne parla recensendo il nuovo disco su Rumore di novembre, ma in sintesi: la seconda), là fuori è sempre un disastro.
Ieri è stato necessario spiegare a più di un cliente che se un cd ha appiccicato sopra un adesivo giallo con scritto "9.90" bello grosso sopra, vuol dire che quel cd è in offerta a nove euro e novanta, e non tutti i cd.
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09/11/10
26/09/10
Clerks / 2
Mentre noi qui pensiamo agli Arcade Fire e ai Black Mountain, fuori è un disastro.
Ieri è stato necessario spiegare a ben tre clienti, quasi di seguito, la differenza che corre fra un album e una antologia dello stesso cantante.
Spiegazione sempre accolta da un: "Io non me ne intendo, se lei mi dice che va bene questo prendo questo".
Ieri è stato necessario spiegare a ben tre clienti, quasi di seguito, la differenza che corre fra un album e una antologia dello stesso cantante.
Spiegazione sempre accolta da un: "Io non me ne intendo, se lei mi dice che va bene questo prendo questo".
03/03/10
Rumore outtakes / 3

Bob Blank
The Blank Generation – Blank Tapes NYC 1975-1985
Strut
Un altro pezzo di storia newyorkese che va a posto, un'altro tassello nella ricostruzione di anni fertilissimi per la scena della Grande Mela. Bob Blank è uno dei produttori leggendari di quel periodo: ha uno studio dal quale transitano indifferentemente artisti disco, jazz, latin e no wave, e tocca con mano il melting pot miracoloso in atto. The Blank Generation passa in rassegna il meglio delle produzioni realizzate ai Blank Tapes, prima retrospettiva mai dedicata all'argomento. Ci si trovano disco di prim'ordine (Over Like a Fat Rat di Fonda Rae, Itching for Love di Mikki, It's a Better Than Good Time di Gladys Knight mixata dal vate Walter Gibbons) e chicche mutanti (Jazz Is the Teacher, Funk Is the Preacher di James Blood Ulmer, Emile degli Aural Exciters), grandi del jazz (Where Pathways Meet di Sun Ra) e del punk (A Cruise to the Moon di una swingante Lydia Lunch). Parte del pacchetto, un'intervista allo stesso Blank firmata da Bill Brewster, penna massima per questo genere di cose.
04/12/09
5. SHACKLETON. Three EPs.

5
SHACKLETON
Three EPs
(Perlon)
Non era roba per tutti, la Skull Disco di Appleblim e Shackleton. Era l’ala più claustrofobica, scura e sperimentale del magmatico fenomeno dubstep. Chiusa l’esperienza e stabilitosi nella Berlino dell’amico Villalobos, Shackleton apre le ali e spicca il volo, uscendo definitivamente dai confini sempre meno incerti del genere e imponendosi come grande musicista elettronico tout court. Inizialmente concepito non come album ma come raccolta di tracce indipendenti (e non di tre singoli come il titolo potrebbe fare intendere, é solo una questione di formati: in vinile Three EPs esce appunto su tre 12”), il suo primo lavoro in lungo scorre con coesione e naturalezza impressionanti. Non rompe con il passato, lo riconfigura piuttosto con una ampiezza di sguardo nuova, una leggerezza di tocco mai rivelata prima, una comunicatività rara per chi frequenta suoni che da sempre evocano palazzoni, viali di periferia, automobili, notte. La sensibilità dub é il pilastro oggi come ieri, insieme ai marchi di fabbrica di Shackleton: i campioni vocali, i bassi molto fisici e veri, le percussioni dal sapore orientale. Proprio queste ultime concorrono al fiorire di ritmi unici per schemi e suoni, intricati e imprevedibili come tutto l’insieme. Quasi mai costretti nei 4/4 ai quali la nuova residenza e la nuova etichetta farebbero pensare: non si balla quasi mai, oppure lo si fa, ma ciascuno secondo modi e pulsazioni proprie. Abbiamo visto anche dei bambini farlo. Berlino la si nota piuttosto a un livello astratto, in questa libertà espressiva, in questo unire con naturalezza cervello e corpo. Come vera intelligent dance music, si direbbe. Non bisognosa di decodifiche, non sfoggio di creatività autoreferenziale, ma vicina e amica, umile, luminosa.
(da Rumore n.214)
Vedi anche:
classifica,
clienti di negozi di dischi,
dub,
dubstep,
musica,
perlon,
shackleton,
three eps,
top 2009
02/12/09
Si comincia
Ore 19.55: "Avete un gruppo uguale ai Depeche Mode con un cantante che canti alla Dave Gahan?"
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