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24/11/09

20. HYPNOTIC BRASS ENSEMBLE. Hypnotic Brass Ensemble.

Con un po' di ritardo, ecco il consueto conto alla rovescia con i venti dischi dell'anno secondo il sottoscritto. I primi dieci saranno in edicola fra pochi giorni su Rumore, gli altri sono un bonus per i lettori di Soul Food. Azione!



20
HYPNOTIC BRASS ENSEMBLE
Hypnotic Brass Ensemble
(Honest Jon's)

Il nome mette sulla buona strada, il resto lo raccontiamo: sono otto figli di Phil Cohran, membro dell’Arkestra di Sun Ra e attivista musicale nella Chicago degli anni ’60. Otto fiatisti - quattro trombe, due tromboni, un bombardino e un sousaphone - allenati alla musica fin da bambini, trasformatisi in portentosa banda da strada. Per strada, a Londra, comincia anche il rapporto con Honest Jon’s, che culmina oggi in questo primo album ufficiale. Una festa jazz-funk da parata con spinte globaliste (Sankofa è la rielaborazione di un pezzo di Tony Allen), e seggiolino di batterista diviso fra Malcolm Catto (Heliocentrics), Sola Akingbola (Jamiroquai) e lo stesso Tony Allen, nell’eccellente gemellaggio Nigeria-Etiopia intitolato Marcus Garvey. Spuntano anche Flea e l’immancabile Albarn, mentre l’iniziale Alyo è un bell’omaggio al repertorio paterno.
(da Rumore n.210/211)

06/10/08

Acido Acida Acido Acida

19 ottobre 1988, da qualche parte nel Regno Unito. La signora esce di casa e come ogni mattina compra il Sun. In prima pagina, con lo stile pacato che da sempre contraddistingue la stampa popolare britannica, un titolo ammonisce la nazione: “Evil of Ecstasy”. L’opinione pubblica si accorge che fra i giovani sta succedendo qualcosa di grosso, ma non capisce bene di cosa si tratti, e nel dubbio grida allo scandalo. È un voltafaccia repentino, di quelli che ai media riescono benissimo. Basta fare finta di nulla e gridare un po’ più forte. Solo due settimane prima, lo stesso giornale aveva infatti descritto il nuovo movimento dei rave e della acid house come “cool and groovy”, e aveva addirittura messo in giro a prezzo di lancio una linea di magliette con il celebre smiley. Ma il panico funziona meglio, per tutti. Fa vendere più copie innanzitutto, ma ha anche l’effetto di ogni divieto, di ogni proibizionismo anche solo morale: pubblicità gratuita. Tutti i ragazzi ne vogliono, sempre di più. Elementare. (continua in edicola)

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