22/12/15

Gli album del 2015 / 9



9. Black Zone Myth Chant Mane Thecel Phares (Editions Gravats)

Come un oggetto volante non identificato, che dichiara fin dalla copertina la sua devozione all'eterno Sun Ra, il secondo del francese High Wolf come Black Zone Myth Chant piomba fra noi e lascia del tutto spiazzati. Affascinati e impauriti in parti uguali. Pare di riconoscere sembianze familiari, ma subito dopo appare altro. Pare di essere avviati su una strada, e quando è troppo tardi per tornare indietro ci si accorge che invece è un'altra. Sono otto labirinti, ostici a prima vista, inebrianti una volta dentro. E dentro c'è tutto: footwork, ma distante anni luce da quasi tutto il footwork sentito fin qua; un'Africa immaginata più che reale; amore per dub e jazz; techno, come attitudine all'esplorazione elettronica; beatmaking astratto e dopato; l'esperienza del Lupo con droni e psichedelia. Pazzesco. (da Rumore n. 280)

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