24/11/02

112. The Bellrays “Meet The Bellrays” 2002. (cd nuovo, Telstar/Poptones, € 13.00).
Per cosa è famosa, musicalmente parlando, la città di Detroit? Per l’hard-rock rivoluzionario di fine ‘60/inizio ’70 e per il soul. Ecco a voi i Bellrays, californiani di nascita ma detroitiani con lo spirito! Felicemente incensati dal fido Maurizio “Blatter” sulle colonne di una nota testata mensile come magica visione di Tina Turner con gli Stooges al posto di Ike e la sua band, i detroitiani Bellrays confermano quanto di mostruosamente eccitante promettevano, con impercettibile riserva.
I pezzi d’impronta più soul, come prevedibile, sono qualcosa di mostruoso: lei (Lisa Kekaula, anche voce nei Now Time Delegation) fa meraviglie, e i tre perdentoni dietro di lei contribuiscono a rendere “Fire On The Moon”, “Zero PM”, “Hole In The World”, “Killer Man”, “Blue Cirque“ e -va da sé- “Testify” dei classici (e occhio alla ghost track…). Di fronte a tanta grazia, finiscono per esaltare un pelino meno i brani dove a prevalere è invece l’impatto hard-rock-blues, ma stiamo comunque parlando di materiale rovente, fratelli e sorelle. Dove una voce nera che più nera non si può si scatena su un rock’n’soul al calor bianco (e se posso permettermi, più MC5 che Stooges). Ed è una riserva come detto impercettibile, che non deve scoraggiarvi per nulla al mondo nel cercare questo gruppo. Io intanto continuo a sognare un concerto con Bellrays, Detroit Cobras, Now Time Delegation e Come Ons insieme.

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