23/11/10

2. CHARANJIT SINGH. Ten Ragas to a Disco Beat (Bombay Connection).


L'atto di nascita della acid house non è scolpito nel marmo, ma quasi: su Acid Tracks dei Phuture, anno 1987, l'accordo è quasi unanime. Sugli ispiratori il dibattito è invece sempre aperto, e va indietro a Kraftwerk, Moroder, Throbbing Gristle, Robotnick e oltre. Lì verrebbe da sistemare anche Singh, compositore di Bollywood che all'inizio del 1982 pubblica questo album in poche centinaia di copie, ma sbaglieremmo per difetto. Primo, perchè ben difficilmente una di quelle copie è uscita dall'India ed è finita a Chicago. Secondo, perchè Singh usa proprio lo stesso armamentario Roland che anni dopo definirà il genere (batteria TR808, bass sequencer TB303, sintetizzatore Jupiter-8), lo importa in India appena esce sul mercato ed è il primo a basare della musica su quei suoni inconfondibili. Con un'idea in testa: rendere in chiave disco i raga dell'antica tradizione indiana. Ne esce altro, chiaramente. 50 minuti ipnotici e pulsanti di ritmi in 4/4, bassi arpeggiati, svisate acide e melodie vagamente esotiche. Un'esplorazione del futuro con mezzi all'epoca ancora sconosciuti, che in pieno revival cosmico suona paurosamente attuale.
(Rumore n. 220)

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