09/08/10

Anteprima / 11



"Eravamo in America. Uno va in California e sente i Beach Boys, roba così. Noi invece mettevamo su i Massimo Volume. Con il sole, il mare, le onde e i surfisti, lui sentiva Mimì che cantava Stanze. E sua moglie diceva 'Luciano, io capisco tutto di voi due. Però scusate, siamo in California e dobbiamo sentire questo qua che parla delle sue cose?'"

08/08/10

Anteprima / 10



"Credo che insieme a Lindo Ferretti e Franco Battiato sia il paroliere che più abbia trovato le parole per tante persone. Questo deve fare un artista. Tradurre in parole ciò che le persone pensano, che hanno come sensazione addosso ma non riescono a concretizzare. Ciò che hanno come sensazione epidermica, come sintomo. Poi arriva il dottore e fa la diagnosi, e dice 'Questo hai, questo volevi dire'. Questo credo sia il dovere di un artista".

07/08/10

Anteprima / 9



"Facevo l'attore, mi mantenevo facendo il mestiere. L'ho fatto per dieci anni, sono riuscito a smettere a inizio anni '90, quando la musica ha iniziato a mantenermi. Con difficoltà sono riuscito a cambiare la mia fonte di reddito. Fare l'attore mi è servito per evitare di dover lavorare e non avere più tempo per la musica, per finanziare le mia attività musicali, per l'acquisto di strumentazione, essendo di famiglia abbastanza modesta.
Ho lavorato molto in quel periodo, anche perchè a differenza di oggi, che ci sono tanti attori con facce interessanti, ero l'unica faccia che non fosse quella solita da attorucolo romano, terone, scuro, eccetera eccetera. Una faccia un po' più spendibile e interessante. Oggi ci sono tanti volti, ci sono tanti ottimi attori. Mi cercavano spesso, per ruoli da strano ma non solo, anche produzioni straniere che magari cercavano un attore con una faccia che non fosse il romano tipico, che non fosse... non so... il figlio di Amendola. C'ero io in quel momento.
Ma non credo di essere dotato nel fare l'attore, l'ho vissuta in maniera abbastanza sofferta questa cosa. E non me ne importava una sega. Stare di fronte a una macchina da presa mi mette in difficoltà, avere la visibilità... ciò che oggi tutti cercano a qualsiasi costo, non importa quale sia il mezzo, a me imbarazza. È un bel mondo, ma preferirei stare dietro la macchina da presa."

06/08/10

Mi ritorni in mente



Scopro con colpevolissimo ritardo Sirio 2222, clamoroso album di debutto del Balletto di Bronzo, del quale ho sempre sentito parlare come pietra miliare del rock progressivo italiano ma che per un motivo o per l'altro non mi sono mai deciso a recuperare.
Scopro anche che non è esattamente la roba prog che mi aspettavo, avendo ascoltato invece il seguente Ys (1972) ed essendo cresciuti in tempi e movimenti per cui il prog italiano non lo si poteva toccare nemmeno con un forcone lungo sei metri. Certo l'aria e quella, i testi viaggiano di fantasia, si parla anche di castelli, figlie del Re e astronavi che stanno morendo perdute nell'immensità. Ma i quattro napoletani non si perdono in troppi voli pindarici, picchiano da par loro, hanno un suono di chitarra fra i più saturi e potenti dell'epoca e a me ricordano i Led Zeppelin, piuttosto.
(E sogno una cover di Ti risveglierai con me - musica di Piero Umiliani! - fatta dalla Fuzz Orchestra, sulla scia di quella meravigliosa di Volo magico n. 1 di Claudio Rocchi.)

Scopro anche un'altra cosa: si tratta di pochi mesi di differenza, ma uno dei versi più famosi scritti da Mogol per Lucio Battisti, uno di quelli essenziali nella definizione del mondo battistiano, nonchè uno dei maggiori indiziati di maschilismo latente... insomma l'immagine della donna che gli fa il caffè la mattina eccetera eccetera, potrebbe essere... ehm... ispirato a un verso del Balletto di Bronzo.
(Ribaltato, perchè Battisti sta con una ma in realtà pensa ad Anna, mentre questo la sua Anna l'ha mollata e se la spassa con un'altra.)

Eh Eh Ah Ah, dall'album Sirio 2222, uscito nel maggio del 1970:
"Adesso dormo dentro un letto più grande
e le mie mani più non toccano te
lungo la strada ho visto mille ragazze
e certo una starà bene con me.
Il mio caffè diventa sempre più dolce
è un'altra a farlo la mattina per me

lei ha una bocca tanto morbida e grande
ed io mi sono già scordato di te"

Anna, uscita su singolo nell'ottobre del 1970:
"La mattina c'è chi
mi prepara il caffè
questo io lo so.
E la sera c'è chi
non sa dir di no.
Cosa voglio di più
hai ragione tu
cosa voglio di più
cosa voglio
Anna
voglio Anna"

05/08/10

Anteprima / 8



"Ma in quel perido ascoltavamo soprattutto jazz. Coleman, Coltrane. Quello era l'anno in cui si cominciava a svendere il vinile, perchè arrivava il cd, e quindi si trovavano album in vinile a tremila lire, quattromila lire. La mia discografia infatti è incompleta, perchè è completata da quella di Mimì. Non so, di Ornette Coleman compravamo cinque dischi io e cinque dischi lui, di John Coltrane lo stesso".

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