07/08/10

Anteprima / 9



"Facevo l'attore, mi mantenevo facendo il mestiere. L'ho fatto per dieci anni, sono riuscito a smettere a inizio anni '90, quando la musica ha iniziato a mantenermi. Con difficoltà sono riuscito a cambiare la mia fonte di reddito. Fare l'attore mi è servito per evitare di dover lavorare e non avere più tempo per la musica, per finanziare le mia attività musicali, per l'acquisto di strumentazione, essendo di famiglia abbastanza modesta.
Ho lavorato molto in quel periodo, anche perchè a differenza di oggi, che ci sono tanti attori con facce interessanti, ero l'unica faccia che non fosse quella solita da attorucolo romano, terone, scuro, eccetera eccetera. Una faccia un po' più spendibile e interessante. Oggi ci sono tanti volti, ci sono tanti ottimi attori. Mi cercavano spesso, per ruoli da strano ma non solo, anche produzioni straniere che magari cercavano un attore con una faccia che non fosse il romano tipico, che non fosse... non so... il figlio di Amendola. C'ero io in quel momento.
Ma non credo di essere dotato nel fare l'attore, l'ho vissuta in maniera abbastanza sofferta questa cosa. E non me ne importava una sega. Stare di fronte a una macchina da presa mi mette in difficoltà, avere la visibilità... ciò che oggi tutti cercano a qualsiasi costo, non importa quale sia il mezzo, a me imbarazza. È un bel mondo, ma preferirei stare dietro la macchina da presa."

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