12/08/10

Anteprima / 13



"Mi incuteva molto timore. Aveva l'eta mia di adesso. Era un personaggio del Pratello, reputato più o meno matto. Uno che si era rovinato nonostante l'intelligenza, perchè non aveva voglia di fare un cazzo. Un veneto di Asiago, ombroso, sempre incazzato col mondo... che mi detesta. Mi reputa proprio un coglione. Per lui sono il bel Mimì. Ma io mi attacco come una cozza a Rigoni, subisco totalmente il suo fascino, più lui mi tratta male e più io lo amo.
Rigoni all'epoca non faceva niente, aveva avuto un'osteria lì al Pratello che poi però non aveva avuto voglia di portare avanti; aveva lavorato in fiera pero non aveva voglia di lavorare in fiera; ogni tanto prendeva dei lavori ma... non faceva un cazzo. Mi piaceva da morire ascoltarlo parlare, ti incantava, aveva sempre uno sguardo personale sul mondo e sulle cose. Era come se il mondo improvvisamente apparisse. Tutto quello che ti circondava e che magari ti annoiava, ora invece ti sembrava meravigliosamente nuovo, diverso. Entrammo nella sua orbita come vassalli".

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