29/11/12

7. Allah-Las. Allah-Las (Innovative Leisure).




























I maniaci del futuro a tutti i costi, di solito, bollano dischi come questo al primo ascolto: revivalismo. In attesa di sapere perché un gruppo che rifà la California di metà Sessanta sia revivalista e uno che rifà qualunque altra cosa invece no, riascoltiamo ancora una volta - ormai si contano a dozzine - e con sommo piacere il primo album di questo quartetto di Los Angeles. Un album che se davvero fosse stato scritto e registrato nella California di metà Sessanta sarebbe oggi riverito come un classico. Un sogno al rallentatore a base di limpidi arpeggi elettroacustici e maracas, riverberi e melodie pop psichedeliche, garage-folk malinconico (vedi cover di It's Been a Long Journey degli oscurissimi Roots) e surf. Un concentrato di purezza e classe innata, dal sapore quasi arcaico, misterioso, che evoca spiagge e canyon della loro terra con una nitidezza impressionante. Galeotto fu Amoeba, mitologico negozio di dischi del Sunset Strip dove tre dei quattro hanno lavorato, smistando migliaia di vinili usati nel retro, scoprendo e trattenendo il meglio (è lo ius primae noctis del commesso): "Otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana, seduti lì ad ascoltare cose di gruppi mai sentiti prima. Può diventare una vera libidine, specialmente per un dipendente giovane e curioso che in realtà non sta lavorando, ma scavando fra pile di dischi e mettendo da parte quello che vuole". Aggiungere una cantina/sala prove con tavole da surf d'annata di papà allineate lungo i muri, e il quadretto è completo.

 (Rumore n.251)

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