11/12/11

"Bravi ragazzi siamo, amici miei"



Ancora una volta è una bella gara, ma nell'incredibile (anzi purtroppo credibilissima) vicenda della sedicenne torinese, dello stupro inventato col fratello incolpando "due che sembravano zingari" e della successiva fiaccolata trasformatasi in "fiaccolata" che brucia il campo nomadi della Continassa, e nella testimonianza del segretario cittadino del PD Paola Bragantini, noto alcune cose più pazzesche di altre.

"I pieghevoli nelle buche incitavano alla violenza, al ripuliamo la Continassa. I segnali c'erano tutti".
Come vedremo, segnali colti con tempismo dalle forze dell'ordine, che subito inviavano un contingente massiccio di uomini.

E nel quartiere da tempo c'è chi vorrebbe veder chiuso quel campo abusivo chiuso nelle mura di una vecchia cascina diroccata che si trasformerà nella sede della Juventus.
Ah!

Quanti uomini delle forze dell'ordine c'erano a vigilare sul corteo? "Ho visto due o tre carabinieri, qualche poliziotto".
Un contingente massiccio, si è detto.

Quando ha chiesto rinforzi cosa le hanno risposto? "Che il campo era già stato evacuato da un quarto d'ora".
Geniale: invece di impedire il pogrom, lo prendo come fatto scontato e inevitabile, e casomai aiuto le vittime designate a mettersi in salvo prima del disastro.

Chi c'era in corteo? "Gruppi organizzati da stadio. Non so di quale genere. Si diceva Bravi Ragazzi e Drughi".
Ahhhhhhh!

E le persone rimaste fuori, nessuno ha cercato di fermarli? "No, mentre bruciava tutto intonavano cori da stadio".
Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhh!
In Egitto, come ho raccontato qui qualche giorno fa, gli ultras sono parte attiva e responsabile delle manifestazioni di piazza contro Mubarak prima e contro il regime militare poi.
In Italia invece vanno a bruciare i campi nomadi. E tutto ricorda un'altra vicenda in maniera molto sinistra, come se si stesse configurando una sorta di metodo per raggiungere in fretta e senza troppe lungaggini burocratiche i propri obiettivi. La war on terror come coperta da gettare su ogni nefandezza, applicata al locale e non al globale.

E in tutto questo, nell'ansia da condanna e da politicamente corretto, il sindaco Piero Fassino dichiara "inaccettabile che si dia luogo a manifestazioni di linciaggio nei confronti di persone estranee ai fatti con la sola ragione che sono cittadini stranieri". Ignorando o più probabilmente facendo finta di ignorare che i cosiddetti "nomadi" in Piemonte si chiamano Sinti, che nomadi non lo sono quasi più da decenni, e che la maggioranza di loro ha cittadinanza italiana da generazioni. Poi forse quelli scappati dalla Continassa sono effettivamente cittadini stranieri, ma pensate che un Drugo o un Bravo Ragazzo stia a sottilizzare su queste cose?

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

c'erano drughi con striscione bandiere e stendardi? no perchè mi era parso di vedere uno del toro, quindi hai dimenticato di scrivere granata korps, fedelissimi e compagnia bella. oppure sei ironico e non l'ho capita. oppure sei un inquirente.

Andrea Pomini ha detto...

Diciamo che provo a raggranellare la poca ironia che resta in casi come questo.
E cito quello che dice il Presidente della Circoscrizione, che c'era e si assumerà, immagino, la responsabilità di ciò che dice.
Se c'era anche gente del Toro, per quanto mi riguarda non è per questo meno colpevole degli altri. Il tifo mi pare un elemento del tutto marginale della vicenda.
Il fatto però che lì debba essere sistemata la sede della Juve è una coincidenza troppo grossa per non essere notata. Per qualunque squadra si tifi.

Anonimo ha detto...

è l'etichetta che mi sta sul cazzo. giustifichiamo il fatto addossando le colpe alla categoria "ultrà". così la gente è contenta. non semplici cittadini (razzisti, teste di cazzo, ebeti e coglioni, tutto quello che vuoi) che vanno anche allo stadio, mangiano il bollito e bevono vino del discount in cartone. "ultras". perchè in egitto fanno la rivoluzione, qua siamo in italia e incendiano i campi rom. atteggiamento qualunquista che mi aspetto da repubblica, dalla stampa, dai benpensanti del pd. capisco la marginalità del tifo in questa situazione, e non mi piace leggere di presunte coincidenze tra future sedi e campi rom (dovremmo tirare in ballo rapporti società/tifosi che non ci interessano o meglio, meriterebbero un ampio discorso a parte e la responsabilità più grossa l'avrebbe la società). il discorso è sempre quello, vecchio come il cucco: se tiri in mezzo gli ultrà sposti per forza di cose il discorso su un altra questione e colpevolizzi la solita intera categoria che non c'entra una beneamata sega con il fatto di cui si sta parlando. e così non sarà più il razzismo di un manipolo di ignoranti (fascisti) ma la violenza (fascista) dei solit facinorosi beoti da stadio.

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