19/12/07

3. CARIBOU Andorra (City Slang)


Lasciati alle spalle gli inizi folktronici e la vecchia denominazione Manitoba, nonché buona parte dello sbilanciamento verso passioni kraute del precedente, splendido The Milk of Human Kindness, Dan Snaith porta a compimento con Andorra (minuscolo principato fra Spagna e Francia, capitale Andorra La Vella: che si vince?) la transizione graduale verso un pop ricco e felicemente sognante, caldo come un tramonto senza pensieri, fatto al computer ma con la testa negli anni ’60. Missione confessata? Ricreare l’atmosfera di un brano del 1968 degli Zombies (This Will Be Our Year), che pare lo faccia puntualmente piangere. Da intendersi come spinta ideale ovviamente, più che riferimento stilistico in senso stretto. Anche perché questo suono soffice e colorato, struggente come un frullato di Pet Sounds, Stone Roses, Gainsbourg e Blonde Redhead, pulsante e psichedelico come i Can suonati alla fine di un rave sulla M25, è ormai Caribou al 100%. Endless summer.
(Rumore 189, ottobre 2007)

PS - Mi sono appena tatuato mezzo braccio con un roseto disegnato da un carissimo amico che fra l'altro caso è anche uno dei migliori illustratori giovani italiani ed è su XL un numero sì e l'altro pure. Ricevo quindi una segnalazione da un'avvenente tifosa della Ferrari: quelle rose ricordano molto le rose di Charles Rennie Mackintosh, architetto e designer scozzese vissuto a cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo. E un po' è vero. Poi qualche giorno dopo vedo in un negozio un disco che si intitola Five Roses ed in copertina ha proprio un disegno con le rose di Mackintosh. Per quattro o cinque volte torno a casa e mi dimentico di chi sia, poi me lo ricordo e lo procuro: Graham Van Pelt in arte Miracle Fortress, canadese. Proprio come Dan Snaith/Caribou. E non è l'unica cosa in comune. Andorra resta bellissimo e insuperato, ma dategli un ascolto.

Nessun commento:

Cerca in Soul Food

Archivio