19/04/03

Questa telefonata è di nicchia, ma chi capirà apprezzerà.
Lui (che chissà come si spaccia per macrobiotico old school): “Avete dello shoyu?”
Io: “Sì”
Lui: “Ma proprio shoyu, eh! Non salsa di soia. Che non ci sia scritto salsa di soia!”

soledad
16. Soledad Brothers Steal Your Soul And Dare Your Spirit To Move
(Estrus 2002, cd usato, € 8.00)
Cristo, ho comprato la quinta e la sesta facciata di Exile On Main Street? È il blues revival baby, e i Fratelli Di Soledad (ebbene sì…) ci stanno in pieno, pur essendo uno di troppo rispetto all’obbligatoria formazione a due: Johhny Walker (era quello con l’etichetta storta, o sbaglio?) è il leader, Oliver Henry e Ben Swank i due guardiaspalle.
A metà tra il puro revival e la sua reinterpretazione sta questo loro secondo album: se suoni, energia e un certo lasciarsi andare rivelano un approccio punk alla materia, l’impressione più forte è quella del devoto alle prese con i classici, teso a replicarne oltre allo spirito anche l’estetica. Ma tutto questo non vuol dire che Steal Your Soul And Dare Your Spirit To Move sia un brutto disco, fatto di cavalcate elettriche che sferragliano a destra e sinistra e litanie scure, arricchito da sax, piano e armonica, e da testi niente affatto da buttare. Che dire ancora? “My name is Johhny, you deal with me now”.

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