23/04/03

byrds
21. The Byrds Fifth Dimension
(Columbia 1966/1996, cd nuovo, € 12.00)
Sempre nello stesso negozio, il resto del catalogo è abbassato tutto a 12 euro. Ottima occasione per completare la quadrilogia dei primi Byrds con il terzo dei titoli in questione, l’unico ancora su cassetta registrata e non sostituito da questa splendida serie di ristampe a medio prezzo, complete di pezzi bonus, foto e grafiche di lusso, note interessantissime e commento track-by-track denso di aneddoti e curiosità.
Ci voleva, perché Fifth Dimension, oltre a essere uno dei dischi chiave della storia del rock, è l’album della maggiore età per i Byrds, il disco nel quale infiltrazioni acide cominciano a farsi strada prepotenti nel folk-rock già predisposto alla psichedelia dei primi due album. È un passaggio non traumatico e netto ma sostanziale: Eight Miles High ne è portabandiera, uno dei massimi esempi di trip rock (anche se la band sostenne sempre la versione del viaggio in aereo), spalleggiata da I See You, John Riley, What’s Happening? e dalla cover del superclassico Hey Joe. La title-track ravviva il marchio di fabbrica jingle-jangle chitarristico dei cinque, mentre Captain Soul e 2-4-2 Fox Trot (The Lear Jet Song) hanno influenze quasi soul-funk, I Come And Stand At Every Door è una scura e inquietante cantilena a tema post-atomico e Wild Mountain Thyme e Mr. Spaceman hanno due modi diversi di suonare tradizionali e bucoliche.
I sei bonus rivelano una band sempre più incline a continuare sulla strada delle sperimentazioni, ma allo stesso tempo già avanti sui tempi. È il 1965, Turn, Turn, Turn ancora spopola in classifica e loro incidono le prime versioni di Why (poi su Younger Than Yesterday, ma molto più acida e temeraria nelle due takes presenti qui) ed Eight Miles High (anch’essa più grezza e fedele alle intenzioni della band). Scusate se è poco. Il traditional I Know My Rider (I Know You Rider) è una meravigliosa fusione di potenza jingle-jangle orientaleggiante e echi beatlesiani, mentre Psychodrama City una sorta di disincantato blues acido e la variazione finale sul tema di John Riley una improvvisata e velocizzata escursione in terreni jazzati.
Perché i Byrds non siano oggi famosi quanto i Beatles resta un mistero.

oasis
22. Oasis Definitely Maybe
(Sony 1994, cd nuovo, € 12.00)
Un. Fottuto. Classico.

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