21/09/02

80. VV.AA. “Tamla Motown Connoisseurs” 2001. (cd nuovo, Spectrum, € 0.67).
Continua l’indigestione Motown: da zero a cento in pochi giorni. Poco o nulla avevo, e per colpa di queste dannate offerte mi ritrovo con l’indispensabile e oltre. Trattandosi poi di acquisti ormai lontani, sopra ai quali se ne sono accumulate altre decine, l’ascolto ed il relativo racconto su queste pagine (pagine?) diventa parzialmente coatto, con risultati prevedibili. Insomma, di Motown non ne posso quasi più, e non è nemmeno finita! Ma l’ordine cronologico è sacro, amati lettori, e se questo è stato l’ottantesimo disco che ho acquistato dal primo gennaio ad oggi, di questo vi parlerò dopo il settantanovesimo e prima dell’ottantunesimo (e badate, a tutt’oggi prima di raggiungere il negozio di fiducia siamo a centotrenta).
Entrino le rarità, allora: venti brani richiestissimi dai fans più accesi, per la maggior parte mai apparsi su cd ed alcuni addirittura inediti, a rappresentare il lato oscuro ma non per questo meno entusiasmante dell’epopea Tamla Motown. Insomma, se anche non siete connoisseurs ve la godrete lo stesso. Anche perché i titoli saranno rarità, ma i nomi spesso parlano da soli: Gladys Knight And The Pips, The Isley Brothers, Marvin Gaye da solo (una chicca la sua “Sunny”) e con Kim Weston, The Temptations (una solare “That’ll Be The Day” del 1965), Martha Reeves da sola nel 1973, Tammi Terrell, The Four Tops, un enorme Stevie Wonder ragazzino, uno Smokey Robinson funkeggiante nei primi ’70 con i suoi Miracles. Tutti sui livelli a cui ci abituarono nei loro anni ’60, quindi elevatissimi. Aggiungete la regina del blue-eyed soul Chris Clark, la sicurezza Brenda Holloway, la verve strumentale di Junior Walker, le armonie vocali levigate degli Originals, la misconosciuta attrice/modella Barbara McNair, i Contours, i trascinanti Undisputed Truth, le Marvelettes, il soul straordinariamente moderno di Bobby Taylor (l’attacco della voce non è uguale a quello di “Unfinished Sympathy” dei Massive Attack?).
Per quanto riguarda booklet, note e “idea”, sicuramente la migliore di tutte le compilations Motown di cui si è parlato. E il contenuto non è da meno. It’s what’s in the groove that counts.

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