11/01/09

Lost in translation



(Premessa: in questo post si parla di media, non di religione, non di politica)

Chi mi conosce sa che sono piuttosto pignolo, e lo considero un pregio. Aggiungete un paio di esami di semiotica all'università, e una conseguente passione per i particolari, soprattutto quando rivelano i meccanismi attraverso i quali i media funzionano. Corsivo del tutto intenzionale.

Torno ora dal cinema, The Millionaire di Danny Boyle.
Mi è piaciuto, ma da un certo punto in avanti ho avuto una pulce nell'orecchio che non me lo ha fatto godere appieno. Quando ho realizzato che la pulce aveva ragione, hanno cominciato a girarmi i coglioni.

I due bambini protagonisti della pellicola, a un certo punto, vedono assassinata la madre davanti ai loro occhi. Un lavatoio pieno di donne che lavano e bambini che giocano felici viene assaltato a sangue freddo da un centinaio di uomini inferociti, armati di bastoni e molotov, che picchiano e bruciano senza pietà tutto quello che si trovano di fronte. Compresa la povera madre dei due bambini. Una scena di violenza gratuita che segna lo spettatore, e gli avvenimenti che seguiranno.

Una voce si ode chiaramente fra le urla e i rumori: "Aiuto, sono musulmani, scappiamo".

L'anziano signore nella fila dietro spiega alla moglie che non ha capito: "Sono i musulmani".
In molte recensioni del film trovate in rete si legge: "Madre morta durante un'aggressione da parte di musulmani".
Il pubblico in senso lato spiega a se stesso: "Sono i musulmani".

Ogni giorno giornali e telegiornali ci dicono in ogni maniera esplicita o meno che i cattivi, i fondamentalisti (quanti di noi conoscono il significato della parola?), gli integralisti (idem) sono i musulmani. Cioè circa un miliardo e mezzo di persone, suppergiù.
Il film si svolge inoltre a Mumbai, recentemente teatro di una terribile strage che, nel dubbio, ci è stata immancabilmente raccontata come attacco terroristico di matrice islamica. Senza fonti o quasi. Dice la pagina Wikipedia della città stessa: "Il 26 novembre del 2008 si è verificata una serie di gravi attentati terroristici di verosimile rivendicazione integralista islamica che hanno causato 195 vittime e 295 feriti (bilancio ancora provvisorio). Gli attentati sono stati rivendicati da un gruppo islamico pressoché sconosciuto, i Mujaheddin del Deccan. Il gruppo ha inviato messaggi di posta elettronica a vari organi di stampa."

"Il gruppo ha inviato messaggi di posta elettronica a vari organi di stampa". Ah, beh! Una bella mail di rivendicazione che se vuole può fare pure mio cuginetto, si apre un bell'account e via. Come sempre, per i media internet è a seconda dei casi e delle convenienze il massimo dell'attendibilità oppure l'ennesima cosa stramba da americani.


Mumbai, 26 novembre 2008. Il film esce negli Stati Uniti il 12 novembre 2008, quindi prima.
In italia il 5 dicembre 2008, quindi dopo. Perchè è importante?
Perchè una voce si ode chiaramente fra le urla e i rumori: "Aiuto, sono musulmani, scappiamo". Una voce che, con ogni probabilità, nella versione originale non c'è. O dice altro, come vedremo.
Perchè?
Perchè i due fratelli protagonisti, e quindi presumibilmente anche la madre, sono evidentemente musulmani.
C'è scritto in ogni recensione estera del film, intanto, e anche in qualche recensione italiana. C'è scritto nei riassunti della trama precucinati per i siti specializzati esteri. E poi: si chiamano Jamal Malik e Salim Malik, nomi non molto cristiani e nemmeno molto indù. E poi: Jamal dice chiaramente di ricordare suo malgrado benissimo Rama, divinità indù, da lui associata per sempre alla morte della madre. E poi: a un certo punto Salim prega rivolto verso la Mecca su un tappetino, nella classica postura in cui pregano i musulmani. Salim stesso più volte nel film esclama convinto un "Dio è grande" che sa molto del classico "Allahu Akbar", ma che forse pareva brutto tradurre con "Allah è grande". Per non urtare la suscettibilità del pubblico italiano, probabilmente.

E poi: basta un minimo di conoscenza dell'India e delle sue vicende per capire che è molto più probabile il contrario, che assalti del genere e con tali modalità sono abbastanza tipici delle frange più fanatiche della maggioranza indù. In una nazione dove i musulmani sono sì 150 milioni, ma sono solo il 13% della popolazione totale. E subiscono da anni attacchi del genere, con moschee rase al suolo e morti in quantità ben più elevate rispetto alla strage di Mumbai, che però chissà come hanno sempre pochissima risonanza sui media occidentali e italiani in particolare.
Basta aver letto il bellissimo articolo di Arundhati Roy sul recente numero 775 di Internazionale, che come sempre sembra un giornale rivoluzionario per il semplice darci notizie alle quali non avremmo altrimenti accesso. Oppure il libro/reportage In Vespa di Giorgio Bettinelli, quando l'autore racconta di essersi trovato in una Calcutta messa a ferro e fuoco per giorni da centinaia di indù armati, inneggianti al dio Rama nel dare la caccia ai musulmani.

Ma soprattutto, sono musulmani perchè lo dice Danny Boyle stesso, in questa interessante intervista incentrata proprio sui temi religiosi del film (non a caso elogiato da vari musulmani proprio per le caratteristiche normali e per nulla associate a terrorismo o violenze varie che hanno il personaggio di Jamal e quello della sua amata Latika):

Domanda: "Che ruolo gioca l'essere musulmano di Jamal?"
Risposta: "Molto importante all'inizio, perchè sua madre viene uccisa in un disordine, un disordine religioso scatenato da nazionalisti indù di destra."

Inoltre: in una versione italiana scaricata (grazie a Marina per il preciso resoconto), non appena la madre viene colpita a morte e si sente la voce urlare "Aiuto, sono musulmani, scappiamo", appare un sottotitolo inglese, che al cinema non ricordo di aver visto. Probabilmente si tratta del dvd, nella versione originale quella parte è in hindi ed è stata lasciata così ricorrendo ai sottotitoli inglesi. Il sottotitolo dice: "They're muslims, get them!!!". Che non si traduce con "Aiuto, sono musulmani, scappiamo", bensì con "Sono musulmani, prendeteli!!!". A parlare è un aggressore, non un aggredito. E la differenza è sostanziale, enorme.

Insomma, l'incongruenza è lampante.

Un caso? Mah.
Un errore in buona fede? Già più probabile. Davvero grossolano, se così fosse.
Ma a pensar male... Una frase sola in un film di due ore, che sarà mai? Una di quelle finezze che da sole significano qualcosa solo per i pignoli con qualche lontano esame di semiotica, ma che tutte insieme e sottopelle fanno il loro dovere. Ribaltano significati, creano opinioni, spostano voti, cambiano modi di vivere, generano divisioni, costruiscono consenso e magari anche uccidono. L'accendiamo? L'accendiamo.

E Boyle, lo sa?

PS - La stessa Marina mi conferma un altro particolare, che leva gli ultimi dubbi e fa escludere quasi con certezza l'ipotesi della buona fede: la voce italiana che dice "Aiuto, sono musulmani, scappiamo" è una voce di donna, come donne (e bambini) sono tutte le persone aggredite. Gli aggressori sono invece tutti uomini, ed è quindi sicuro che nell'originale la voce che dice "They're muslims, get them!!!" fosse invece una voce maschile. Dovendo cambiare il significato, era necessario anche questo.

58 commenti:

Anonimo ha detto...

saranno le tre e un quarto del mattino che forse mi spingono ad un eccessivo machiavellismo, ma provo un'interpretazione: al di là di ogni tipo di considerazione etico/filologica, mi chiedo se per caso il cambio di traduzione non sia dovuto al fatto che per la maggior parte degli spettatori italiani le persecuzioni indù sui musulmani sono "fatto non noto", mentre è - tristemente - più facile immaginare dei "musulmani cattivi". Mi chiedo quindi - sarebbe interessante sapere di fatto il parere di chi ha compiuto questo "cambio in corsa" - se non sia stata semplicemente una "semplificazione per il pubblico a casa", per quanto assolutamente fuori registro e a mio avviso ingiustificata.

Un pò come - mi si perdoni il paragone - il telefilm "la tata" venne in italia modificato pesantemente (la zia assunta era la mamma di fran fine, e non cacace, che era ebrea e non ciociara, e ci fu un arzigogolo spettacolare per giustificare la presenza di un rabbino nella puntata del matrimonio) per renderlo più comprensibile ad un pubblico medio italiano.

Ovvio che tutto questo ragionamento è tirato pesantemente per i capelli, eh...

fulvio

and ha detto...

questa cazzo è davvero una segnalazione importante. decisiva. ho appena letto che ha vinto il golden globe come miglior film drammatico.

Stefano L. ha detto...

Siccome il film è valido, intelligente e divertente tanto da, appunto, aver vinto già un golden globe, questa segnalazione deve arrivare in giro e quella traduzione deve essere pesantemente stigmatizzata .
Non c'è giustificazione! Secondo me è molto probabile si sia messo in atto quello che dice Fulvio ovvero una semplificazione.
Ma una semplicazione grossolana che interviene anche sulla storia raccontata nel film..
Ripeto che non c'è giustificazione perchè tante scene perdono senso in questo modo e altre lo acquistano.
La visione del/la bambino/a vestita dalla divinità indù Rama e il suo atteggiamento, in quel contesto, considerato che gli aggressori fossero musulmani ha totalmente un altro SENSO! come anche il motivo per cui il protagonista se lo ricordasse!!!
Assurdo.
Inoltre quando il fratello, adulto, prima di andare al lavoro prega verso la Mecca, personalmente, l'avevo interpretato come un aderire a valori totalmente estranei alla tradizione della famiglia originaria per poter lavorare con l'altro boss, quindi a una sorta di "vendita dell'anima" o un tradimento (considerato appunto che la mamma era stata uccisa dai musulmani).
Insomma per dirla chiaramente, pur considerandomi un occidentale critico, che possiede i mezzi per discernere propaganda e racconto dei fatti, quella traduzione errata o volutamente modificata, ha deviato la mia interpretazione del film in toto generando considerazioni negative sulla violenza dell'integralismo musulmano. Se è voluta, quindi, ha avuto molto successo.
Non ci si può distrarre nemmeno un attimo!
Grazie Andrea!
Ai lettori, pls spread da voice!

Andrea ha detto...

forse hai ragione fulvio, e il parallelo ci può stare. o con il bidello dei simpson, scozzese in originale e sardo in italia. ma quelle sono semplificazioni del tutto innocue sulle queli si può eccepire casomai dal punto di vista artistico.
questa non è innocua, è un ribaltamento completo del senso di una scena importante di un film, per far pensare gli spettatori in un modo e non in un altro, per fare loro prendere posizione o confermare in loro una posizione già presa.

a.

Anonimo ha detto...

ripeto: il mio era un ragionamento assolutamente machiavelliano, che prescindeva dall'eticità del ribaltamento, sicuramente discutibile. Se semo capiti, cmq.. :)

F

Andrea ha detto...

capito, capito, tranquillo. :)
tra l'altro, sempre a pensar male, si potrebbe spalancare una porta sul perchè il doppiaggio dei film resista così tenacemente qui in italia... pensavo fosse solo per non fare imparare le lingue al popolo, e invece...

JR ha detto...

ero già qui, mentre mi segnalavi la cosa.


bravo

Anonimo ha detto...

Circa tre settimane fa una testata spagnola si chiedeva "Perché si doppiano i film in Spagna?". La prima precisazione riguardava il fatto che in Europa è una tradizione dei Paesi che tra le due guerre mondiali del XX sec. erano sotto dittatura: Spagna, Germania e Italia. Durante Franco in Spagna il doppiaggio divenne obbligatorio. Non so in Italia (anche se, si dice/si sa, quella dei doppiatori è una lobby con un discreto potere). In ogni caso in Spagna ci sono le sale (una netta minoranza) che propongono l'alternativa dei sottotitoli.
Chi ha doppiato The Millionaire in italiano?
Luca

E ha detto...

In Italia, a causa della censura cinematografica istituita con il decreto Giolitti del 1914, non era possibile, dopo l’avvento del sonoro, proiettare i film stranieri nella versione originale con le vere voci degli attori e la chiarificazione dei sottotitoli. Il “Regolamento per l’esecuzione della legge 25 Giugno 1913, n. 785, relativa alla vigilanza sulle pellicole cinematografiche” approvato con Regio decreto 31 Maggio 1914, n. 352, recitava così in chiusura dell’articolo 3: “I titoli, i sottotitoli e le scritture, tanto sulla pellicola quanto sugli esemplari della domanda, debbono essere in corretta lingua italiana. Possono tuttavia essere espressi anche in lingua straniera, purché riprodotti fedelmente e correttamente anche in lingua italiana”

Nico Massa ha detto...

Grazie Andrea per il chiarimento!

Ru ha detto...

grande Andrea!

non c'entra molto, ma un po' c'entra.
l'altro giorno su Facebook qualcuno ha postato l'ennesimo video su Gaza e qualche altro ha risposto così:
Che Dio veda... e provveda.

a me mi è montato un nervoso che avrei preso Dio e glielo avrei spaccato sulle corna.

tu hai scritto saggiamente che l'argomento del tuo post non è la religione, il problema è che il risultato, della strumentalizzazione che tu dici, è in effetti la questione religiosa.
anche se ho capito da dove sei partito e dove vuoi arrivare.

non mollare, Blog #1

steamerbag ha detto...

Bel post.

Shakib ha detto...

Infatti, anche a me i conti non tornavano. Da quando ho visto il film che ci pensavo e la cosa non mi quadrava. Essendo pure io di origini mussulmane avevo notato il lato islamico dei bambini e non riuscivo a capire il linciaggio da parte degli altri mussulmani in India (cosa che è pure ricorrente, ma in altri luoghi ed è assai più complicato da mettere in scena senza il necessario preambolo). Eccellente post e grazie per la segnalazione e per l’approfondimento.

enrico d. ha detto...

Ha poco a che vedere con l'esempio in questione, ma vorrei citare un altro esempio di "ribaltamento" semantico.
All'ingresso del cimitero di Trespiano, a Firenze, campeggia una grande scritta in lettere bronzee: All'ombra dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è il soono della morte men duro. (Foscolo)
Così... come un dato di fatto ! Mentre neil'incipit de "I sepolcri" il buon Ugo ci mette un bel punto interrogativo a significare che per chi è morto non fa alcuna differenza....

kartch ha detto...

Verosimilmente si tratta solo di una sciatteria . La traduzione viene fatta dallo script della sceneggiatura, senza guardare il film. Probabilmente il tratuttore nella fretta ha *interpretato* malamente il "get them" (e qui in effetti si potrebbe fare qualche considerazione sul perché l'abbia interpretato a quel modo, tradendo un preconcetto musulmani=cattivi ecc. ecc.).
In seguito lo script della traduzione viene rivoltato come un calzino da un adattatore, che se ne frega del testo originale e reinventa le frasi in modo da armonizzarle al labiale. Dove non c'è labiale - come nella scena di massa - l'adattatore avrà guardato che cosa gli dicevano i dialoghi italiani e avrà scalto di far pronunciare la frase a una donna magari per il solo fatto che aveva lì in sala d'incisione un'attrice.
E' solo un'ipotesi, eh. Ma io più che dolo ci vedo cialtroneria. La solita. Italiana.
(Ma chi è che va ancora a vedere i film doppiati? Suvvia...)

chamberlain ha detto...

la precisazione è fondamentale. anche perché la scena in cui jamal vede salim pregare cambia totalmente di significato.

Andrea ha detto...

concordo tutto sommato sulla sciatteria, non ci vedo un disegno superiore. ma forse è peggio ancora, perchè dice di quanto certi preconcetti siano entrati a fondo nel nostro subconscio.
come tu stesso dici, anche la sciatteria risponde a dei riflessi condizionati, non è mai del tutto "pura". nel dubbio, il traduttore ha scelta la soluzione per lui più plausibile, verosimile, normale: sono i musulmani che fanno quelle cose.
anche se è lui stesso che poi ha tradotto il resto del fil, con tutti i vari "segni" di islamismo nei protagonisti. ma forse non aveva i mezzi culturali per rendersene conto, e questo è un altro grosso problema che riguarda tutte le traduzioni (vedi anche i libri, come quelli musicali in cui vengono tradotti titoli di canzoni come fossero invece discorso, per fare un esempio).
il tutto, comunque, una settimana dopo la strage di mumbai. in mancanza di rivendicazioni attendibili, quella scena suona come una bella rivendicazione "indotta" e molto simbolica.

a.

Andrea ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maurizio ha detto...

Concordo al 100% sull'errore dovuto alla sciatteria: da traduttore (e quindi traditore, come vuole il famoso detto) vi confesso di aver fatto una volta un errore simile durante la compilazione dei sottotitoli di un corto di cui avevo a disposizione unicamente lo script. In questi casi però la colpa vera è dell'adattatore-correttore, che sta lì anche per evitare simili fraintendimenti.
Comunque l'appartenenza religiosa dei due fratelli a me è sembrata palese da subito, fosse solo per i nomi, quindi non ho proprio notato l'urlo incriminato.

Roberto S ha detto...

Voto anche io per l'ipotesi "sciatteria italica", purtroppo.
Purtroppo perché mi piacerebbe che certe idee girassero per la testa degli italiani (io ho 40 anni, sono laureato e ho sempre pensato che gli indù non avessero mai fatto male ad una mosca) per colpa di un disegno persuasivo messo in atto da qualche potentissima lobby.
Invece no, il pensiero della maggioranza è forgiato dalla sciatteria.
Grazie.
Bel post.

Numero 6 ha detto...

Post molto bello.
Alcune impressioni mie, dato che il film mi è piaciuto un bel po'.

L'ho visto in italiano, e penso anch'io che si tratti di sciatteria.
La scena non ha connotati politici, ma come tutto il resto serve a "spiegare" la storia del personaggio.
Anzi, sono certo di ricordare che Jamal dice "se non fosse per Rama e Allah io avrei ancora una madre", dando l'idea di un personaggio che di diatribe religiose non ne vuole sapere.

Però c'ero cascato anch'io, al punto che pensavo che Salim si fosse fatto musulmano per entrare nell'organizzazione mafiosa (la mala di Bombay è tipicamente musulmana).

In più le donne, come ad esempio Latikah, non mi ricordo che appaiano mai velate, ma qui sospendo il giudizio perché può essere che i musulmani indiani abbiano tradizioni diverse.

Comunque ottimo lavoro, cercherò di farlo leggere a più gente possibile.

Anonimo ha detto...

ciao.
molto interessante la discussione.
ho visto il film proprio ieri sera e la cosa mi aveva colpito.
proprio tornando a casa ho pensato: ma allora il fratello cattivo si era convertito all'islamismo. certo il film comunica proprio un'immagine cattiva dei musulmani (stragi e mafiosi). che strano poi che ci facciano vedere la bellezza della moschea, cioè la ricchezza architettonica di una cultura.
ora se è vero quello che hai segnato, e non ho motivi per dubitarne, e alla fine credo che l'unica risposta potrà darla il testo in lingua originale, nascono diversi problemi interpretativi.
il primo, ideologico. i cattivi sono i musulmani.
il secondo, reale. quelli erano musulmani del popolo, quelli che cercano di cavarsela ogni giorno.
il terzo, altrettanto reale. musulmani che si uccidono a vicenda. come succede nei mercati di bagdad.
a me il film è piaciuto. perchè? perchè nonostante tutta la merda del mondo è un film positivo, che fa guardare al protagonista tutte le cose che gli accadono con un'attenzione e con un senso che alla fine gli sarà decisiva.
questa mi pare la vera novità di significato in un panorama dove la delusione per la vita la fa da padrona.
grazie per le tue note.
un saluto
Paolo

Gipi ha detto...

Si. Il tuo essere pignolo è sicuramente un pregio. Io avevo riflettuto sull'assalto, dopo la visione del film. C'erano cose che non tornavano. Tu le hai chiarite. Grazie. provvedero' a diffondere la cosa.

codiglio ha detto...

Ho letto con attenzione, ne parla pure Luca Sofri.
Ma è tanto grave sta cosa?
Boh.

Andrea ha detto...

(x codiglio)

da sola, forse no.
per come è probabilmente maturata, forse sì.
in questo momento, insieme a tutto il resto, forse sì.

savohead ha detto...

premetto di non aver visto il film, premetto di aver letto spesso, ultimamente, molti commenti riguardanti il doppiaggio italiano, quindi ciò che segue, va inquadrato in questa ottica.
Chi traduce non ha il video davanti (cosa che è già stata detta), probabilmente non ha nemmeno riferimenti di voce maschile o femminile, visto che, a quanto ho capito, è una voce fuori campo (per intenderci, il riferimento non sarà scritto "aggressore" o "aggrediti", ma semplicemente "voce fuori campo" o come diavolo han voglia di segnalarla) e purtroppo, l'adattamento italiano ha sempre troppo poco tempo per essere svolto. C'è dietro anche il discorso di casta del doppiaggio, c'è dietro anche il discorso di preconcetti musulmani=male, ecc. Quindi l'errore, seppur non ammissibile in un mondo perfetto, è più comprensibile del previsto se lo si annovera nella "sciatteria" (indotta da fattori di tempo e preparazione che permeano gran parte dei lavori in Italia).
Rimane il fatto che sia una di quelle grandi domande insolute quella sul perché si stravolgano i significati durante la traduzione e l'adattamento. Quasi sempre ingiustificatamente e molto spesso costringendo i traduttori stessi a inventarsi sequenze di conseguenze impossibili per supportarle.
Mi accodo anch'io ai complimenti per il post, ora guarderò anche il resto del blog.
Chiedo scusa per la prolissità.

LAURA ha detto...

l ho notata anche io
loro sono chiarmanete mussulmani i ragazzi, tanto che samil prega e alla fine quando muore dice allah e'grande
che e'stato tradotto
dio e'grande
anche io infatti mi ero condusa quando hos entito che chi picchiava era mussulmano e il bambino si chiamava jamal!!!

un altra traduzione errata e'il verbo know che mi ha fatto subito incazzare

le conosci tutte le risposte?
in italiano significa
che le sai perche qualcuno te le ha dette
invece doveva essere trodaotto
le sai tutte le risposte?

know e' lo stesso verbo in inglese ma non in italiano

Shakib ha detto...

@codiglio: anche se è frutto di sciatteria imperante, secondo me è abbastanza grave. Non incide certo sulla sostanza del film che rimane bello e commovente ma è un dettaglio che trasmette un'idea sbagliata che di questi tempi possiamo anche risparmiarcela.

riccardo.giordani ha detto...

DOPPIAGGIO ITALIANO: 1st LINE SERVICE srl
DIALOGHI ITALIANI: PAOLO MODUGNO
DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: LUDOVICA MODUGNO

Sarebbe bello sentire come si giustificano.

Anonimo ha detto...

Per avere chiarimenti:
FIRST LINE SERVICE
Piazza Euclide, 34 - 00197 Roma
Tel. 06/8084259
Fax 06/8074947
E-mail: firstlineservice@gmail.com

Maurizio ha detto...

Ops, sono dietro casa mia! Quasi quasi oltre al chiarimento gli chiedo se hanno un posto... :D

matte ha detto...

Storia allucinante... A essere precisi, nella versione originale Salim grida "God is great" in inglese.

Anonimo ha detto...

Anch'io ho visto il film in italiano, ma, per un caso fortunatissimo, mi sono perso proprio quella battuta perché in quel preciso momento la mia ragazza mi ha chiesto qualcosa. E così mi sono goduto il film senza equivoci, e ho capito benissimo dal consto che i protagonisti erano musulmani e gli aggressori indù.

Vero è che la violenza indù generalmente riceve poco spazio sui nostri media, ma non penso sia per via di un atteggiamento antimusulmano, visto che lo stesso capita quando le vittime degli indù sono i cristiani.

In effetti, sono pressoché sicuro che questo marchiano errore di traduzione sia stata solo una svilta. I traduttori professionisti d'inglese sono generalmente piuttosto scarsi, ed è raro trovare un film o un libro in cui non compaia qualche errore del genere. Proprio l'altro giorno, in una puntata di House, una canzone diceva "china doll" e i sottotitoli traducevano "bambola cinese", mentre vuol dire "bambola di porcellana"! Certo che per non capire "get them" (che non è per nulla ambiguo, neanche per iscritto) bisogna essere proprio somari, ma purtroppo è questo il livello medio.

Anonimo ha detto...

Paolo Modugno e Ludovica Modugno non si possono giustificare in alcun modo: hanno fatto un errore gravissimo dovuto all'ignoranza e alla superficialità. Una bella fetta di responsabilità ce l'ha però anche il distributore italiano, la Lucky Red. Non l'hanno visto? Non l'hanno sentito, non l'hanno capito? Non dovrebbero fare un controllo dell'intera edizione prima di far uscire il film? Che ognuno si prenda le sue colpe.

Lorenzo ha detto...

Si confermo quanto scritto sopra, in effetti quando Samil muore dice "God is great" nell'originale. Togli quella parte dal post ed è una ottima segnalazione a prova di pignolo!

Anonimo ha detto...

Certo che di tempo ne avete.

Andrea ha detto...

Anche tu, a quanto pare... :)

effemmeffe ha detto...

Beh, il fatto che chi traduce non abbia il video davanti non è una scusa: faccio parte di subsfactory.it, siamo quelli che traducono i sottotitoli per le serie tv.
Le nostre traduzioni sono fatte, anzi, VANNO fatte col video davanti e abbiamo la figura del revisore che si occupa anche di evitare questi svarioni.
Il tutto in un ambito puramente hobbistico e in quanto tale non pagato.
Da chi prende soldi mi aspetterei maggiore professionalità. O diventa facile pensare male come ha fatto Pomini...

LAURA ha detto...

mi sono speigata male
voglio dire che solo un mussulmano dice alla fine della cita
god is great
o dio e'grande
allah=dio in arabo
allah non e' un nome
vuole dire dio in arabo..

comuqnue quando samil prega sul tappettino ho detto alla mia amica
``ma scusa si e'convertito?''
pensa te a cosa mi aveva indotto l'errore

savohead ha detto...

@effemmeffe - giusto quello che scrivi, solo che avvalora il fatto spiegato.
Se uno che deve tradurre uno script non ha il supporto video, può benissimo non capire un'acca di quello che sta traducendo, il solo fatto che voi (grandi!) pretendiate il video in fase di traduzione può farti capire le condizioni di chi viene pagato per quel lavoro.
Non è una questione di pura professionalità, il problema sta anche nella gestione del lavoro, che non è fatta da chi riceve lo script e non può pretendere un video, una spiegazione delle parti in campo e tanto altro.
Penso si possa essere appassionati di molte cose, ma prima o poi si sbagli in qualcosa.
Pensa che proprio ora sono stato obbligato da traduzioni precedenti a utilizzare il nome Giovanni per un personaggio di nome Tim. Spiegami tu che senso abbia?! Mi torna in mente quella irritante ammonizione materna "se uno si butta giù dal ponte, tu lo segui?!".
E ti giuro che la frustrazione per non poter controbattere è forse maggiore di un puntiglio su di un errore di traduzione (che nel caso di questo film è molto più che un errore di passaggio).

Shakib ha detto...

Quic'è un articolo che dice che la Lucky Red si scusa sulla Repubblica di oggi. Qualcuno ha visto l'articolo?

Luca G ha detto...

La cosa è evidentemente scandalosa. In tutto ciò credo che porre l'attenzione sul fatto linguistico in sé più che sulla questione cultural-religiosa sia importante. Cioè, finché dovremo adgiarci sulla "traduzione" ci saranno sempre adattamenti, interpretazioni, sovrastrutture che rovineranno il testo originale, al di là di problematiche importanti come quella segnalata da Andrea in questo caso. Senza tenere conto che nel caso di un film abbiamo a che fare con attori e che togliere la voce ad un attore significa mutilarne l'interpretazione, non rispettarne il lavoro.

Comunque esempi di questo genere ce ne sono a bizzeffe, soprattutto se si va indietro nel tempo: ricordo ad esempio che nella versione italiana del bel noir "Pickup on South Street" gli spacciatori di droga diventavano semplici ladri. Ma erano gli anni 50...

Anonimo ha detto...

Io piuttosto che credere alla cospirazione politico-religiosa, vorrei cavalcare la sciatteria italica: chi segue le serie in lingua (con i sottotitoli in italiano che, per quanto spesso non perfetti, rendono grandi servizi e fanno godere appieno anche a chi non mastica l'inglese) sa che traduzione e adattamento macellano puntualmente le serie e i film quando arrivano sui nostri schermi.
Come se già non fosse difficile assorbire per il film il colpo del doppiaggio (per quanto gli italiani siano i migliori bla bla bla).

Andrea ha detto...

concordo, e ne parlo nel post di oggi:
http://soulfood.blogspot.com/2009/01/nel-dubbio-osama.html
ciao!
a.

PELLI! ha detto...

@ effemmeffe: è proprio perché le traduzioni sono fatte gratis et amore deo che nelle comunità di fansubbers si producono sottotitoli migliori (la mia tesi di laurea era appunto un confronto fra i fansubs e i sottotitoli disponibili nel cofanetto di DVD di Lost) :)

@ anonimo: certo che nella traduzione si macella, è un gioco a perdere, ma non si mettano alla pari lavori eccellenti come quello su The Nanny, e le castronate (per buona o malafede). E guardare un film al cinema o non saper usare bittorrent non è un crimine, la fruizione di contenuti in lingua madre vs. traduzione è solo questione di un iniziale costume che poi si è radicato in abitudine dello spettatore.

Complimenti Andrea, davvero un gran bel post!

merlina ha detto...

ciao,
volevo informarvi che io ho scritto alla Luckyred per chiedere spiegazioni e chiedergli di vergognarsi un pò.
Mi hanno risposto che si tratta di "mero errore umano" di cui "nessuno si sarebbe accorto se non fosse finito sui giornali e non fosse stato amplificato dai media".
Mi sono incazzata ancora di più e ho scritto sia alla Celador film che a Film4.
Mò vediamo che ne pensano loro di questo errorino.
saluti
mara

Anonimo ha detto...

è chiaramente un complotto internazionale voluto da frattini con la collaborazione di obama, bush e maroni

Anonimo ha detto...

ciao a tutti, non ho letto tutti i commenti e non vorrei andare fuori tema ma mi sembrava opportuno aggiungere che di queste traduzioni tendenziose ne esistono anche di assolutamente importanti per il contesto geopolitico attuale.
mi riferisco alle traduzioni del MEMRI soprattutto nei confronti del famoso discorso di ahmadinejad del 2005.
"Da vari giornalisti e cittadini di lingua persiana è stato affermato che i discorsi del presidente dell'Iran vengono tradotti inappropriatamente, e strumentalizzati con l'aiuto dei media per dare l'immagine di un uomo di Stato violento." da wikipedia.

sono assolutamente convinto che il doppiaggio "fallace" sia stato intenzionale, vista l'attuale propaganda contro tutto quanto è islam.
sicuramente chi è attento non si lascia ingannare.
purtroppo però la maggioranza della popolazione ha un atteggiamento superficiale e supino nei riguardi di questo grave problema sociale occidentale, per cui "beve a fiotti" tutto quello che tv, giornali, film ecc. gli riversano in gola.

Andrea

Andrea ha detto...

grazie Andrea
contributo moooolto interessante!
a proposito di Ahmadinejad, qualche tempo prima avevo scritto questo:
http://soulfood.blogspot.com/2008/12/coda-di-paglia.html

Anonimo ha detto...

Si può essere taccati di paranoia a pensare che forse è stato tutto fatto per manipolare? Ma qui qualcuno lo ha letto 1984 di George Orwell? Ma a nessuno salta il grillo per la testa di pensare al fatto che le coincidenze non esistono oppure che non sono così frequenti? Attentato alle torri gemelle: sarebbero solo delle coincidenze che hanno lasciato via libera al fantomatico Bin Laden di buttare giù 2 mega grattacieli in piena New York proprio nel giorno 9/11,che è proprio il numero telefonico della polizia(coincidenza); attentato di Londra: "Per quella che appare come una rarissima coincidenza, nelle stesse ore dell'attentato, la compagnia Visor Consultants, in collaborazione con altri enti, stava conducendo un'esercitazione antiterrorismo basata su uno scenario terroristico molto simile a ciò che è realmente accaduto" fonte wikipedia. Di esempi di manipolazioni/sviste ce ne sono tanti. Basta essere più accorti, ma sopratutto meno ingenui.

Matteo

Andrea Albertazzi ha detto...

Beh una conferma che i film vanno visti in lingua originale.
La cosa mi schifa comunque.

Anonimo ha detto...

Articolo interessante, anche se non ho ancora visto il film.
A questo proposito, mi viene in mente il doppiaggio del film israeliano che ho visto di recente, "For my father". Doppiato in tedesco (vivo in Germania). Ora, nel film ci sono personaggi israeliani e palestinesi, che vengono sempre doppiati in tedesco. Anche se è chiaro dalle vicende che quando gli israeliani parlano tra loro o con il protagonista palestinese parlano in ebraico, mentre quando i palestinesi parlano tra loro parlano arabo.
Ad un certo punto, il palestinese si trova ad intervenire in una situazione in cui dei giovani ebrei ortodossi minacciano una sua conoscente israeliana. Gli ebrei rivolgono la parola al palestinese, che risponde "non parlo ebraico" (in realtà mentendo). Al che questi si girano verso la ragazza e le dicono: "Te la fai con questo arabo?". E' chiaro che lui ha risposto in arabo: ma nella versione che ho visto io era tutto doppiato in tedesco e quindi mi sono trovato di fronte la situazione surreale in cui qualcuno dice di non parlare la lingua dell'altro usando la stessa lingua dell'altro! Se proprio avessero dovuto doppiarlo, avrebbero dovuto lasciare almeno le parti in arabo (per motivi quantitativi, la maggior parte del film è ambientato a Tel Aviv) in originale, per segnare la differenza.

Jacopo Cossater ha detto...

Complimenti. La tua segnalazione è appena passata al tg1 delle 20.00.
;-)

elena ha detto...

Bravo. Bravo davvero.:))

joe machete ha detto...

Visto, come dice Andrea, che si riparla del film grazie agli oscar, peraltro come sempre assolutamente inattendibili, e che, come dice la cronaca, l'affaire della deleteria traduzione evidenziata dal post iniziale è stata superata anche se in modo sgangherato, voglio proporvi una mia riflessione sul film. A chi mi chiese un parere appena lo vidi dissi che l'avevo trovato davvero bello e ben fatto, ma anche che non mi ritenevo così obbiettivo ed attendibile nel giudicarlo. Questo perchè, solo un anno prima, ho avuto la possibilità di fare un viaggio "backpacker" di 2 mesi in India, attraversandola da nord a sud. Ho quindi ancora profondamente incise dentro di me le sensazioni dilanianti che l'India mi ha lasciato: un paese dove trovi tutto ed il contrario di tutto, la celebrazione della vita e la sua nemesi. Di conseguenza il film mi fatto vibrare corde emotive ancora estremamente tese, grazie anche al realismo molto misurato che Boyle usa con maestria per ritrarre la vita del popolo indiano, nelle storie in primo piano come in quelle di contorno. E dico "misurato" nel significato letterale, fedele cioè alla misura effettiva del reale. Perchè, per quanto a volte possa sembrare difficile da credere, tutte le vicende che si vedono nel film, finanche le più piccole, io le ho viste di persona. Mai Boyle si è lasciato trasportare dalla tentazione di esagerare i tratti drammatici delle vicende narrate, e questo a mio avviso aumenta il valore del film. Purtroppo anzi, l'India che lui ritrae in una tragedia di un vicolo in un qualsiasi momento del film, probabilmente avrebbe proposto nel vicolo adiacente una tragedia più grande.
A distanza di giorni però, scemate le emozioni forti vissute durante la proiezione, è emersa dentro di me una domanda: che messaggio vuole lasciare Boyle con questo film? Una domanda alla quale non sono riuscito a dare una soddisfacente risposta (cosa che detesto, soprattutto quando ho la convinzione che il film voglia effettivamente trasmettere qualcosa di specifico). Sulla scia dell'oscar, ho assistito ieri ad una nuova intervista a Boyle, ed ho avuto la risposta direttamente da lui: il film vuole dare un messaggio d'amore.
Quindi non è che non sono riuscito a comprendere il messaggio del film, ma probabilmente non l'ho inconsapevolmente accettato. Perchè, purtroppo, la sensazione più grande ed indelebile che mi sono portato via dall'India, è quella del vuoto abissale provocato dal verificare fisicamente l'insostenibilità della natura dell'uomo. L'India rappresenta una delle tante zavorra, una delle più pesanti, che stanno trascinando la società dell'uomo nel territorio dell'insostenibile. La mostruosa India impersonifica il mostro che l'uomo ha dentro, l'India è un Golem di anti-materia.
L'iper-reale usato per girare il film ha generato un messaggio surreale. Il Golem di Boyle balla di sari vestito sulle note bollywoodiane che tuonano nella Central Sation di Mumbay, spazzando via sotto i passi di danza i resti del banchetto dell'uomo che mangia se stesso, così abbondanti sui pavimenti delle stazioni indiane, almeno prima del "ciak"...

Anonimo ha detto...

grazie dell'osservazione che fa andare a posto molti pezzi del film e che fitta benissimo con la mia esperienza di bombay.

una domanda: abbiamo notizia di analogo scempio fatto in altre traduzioni. che so? francese? spagnolo?

sarebbe un piccolo indizio di quanto siamo arretrati rispetto agli altri (e temo la risposta)

buona scrittura
daniele

Uomo Vitruviano ha detto...

ormai il complottismo la fa da padtone.. sicuramente un errore di traduzione, come ce se sono a centinaia e a causa dei quali ormai da anni uso solo sottotitoli.. non capisco perché quando c'é di mezzo l'islam gli occidentali devono sempre fare i buonisti e scandalizzarsi.. cmq ottima segnalazione, é un errore che cambia il significato della scena

Anonimo ha detto...

Bel post. Io ho visto il film in inglese (prima di leggere questo post) ed e' chiarissimo che dice "They're muslims, get them!!!".

Cerca in Soul Food

Archivio