10/11/07

20. PINBACK Autumn Of The Seraphs (Touch And Go)

Senza stare a farla troppo lunga.
Volevo rendere pubblica un po' per volta la lista dei venti dischi del 2007 che la rivista per cui scrivo mi ha chiesto, come ogni anno. Il lettore poi ne vede dieci, ma in realtà sono venti.
Quindi mi sono chiesto come farlo. Blog di MySpace? Non lo legge quasi nessuno e non è bellissimo. Il mio sito Love Boat? E' bellissimo ma non lo legge nessuno. Tumblr? Figo, però... un blog ce l'ho già, e da molto tempo. Chiuso sbarrato, ma si può sempre riaprire.
Cosa succederà quando saremo arrivati al numero 1 chi può dirlo. Intanto cominciamo.


Non è facile descrivere i Pinback di Rob Crow e Zach Smith. È inversamente proporzionale a quanto è invece facile ascoltarli e perdersi nel loro mondo di delicatezze. Chi almeno una volta già si è perso - Autumn of the Seraphs è il quarto album del duo di San Diego - sa di cosa si sta parlando, e difficilmente avrà bisogno del sottoscritto che ribadisce il concetto. Basterà dire che è diventato tutto più maturo senza perdere un grammo di spontaneità, e che una coppia di batteristi come Mario Rubalcaba (RFTC) e Chris Prescott (No Knife) ha reso le cose molto più facili. Agli altri diremo invece che si tratta di pop-rock moderno e progressivo, maestoso nell’incedere ma favolosamente umano, svolto in undici canzoni pericolose per come si infilano nelle vostre giornate senza preavviso, ogni volta più belle. Vengono addirittura in mente i Sense Field di Building senza la pompa epica, e tutti quei dischi che uno ascolta quando è innamorato per non rischiare di scordarsene neanche un istante.
(Rumore 188, settembre 2007)

11 commenti:

boss ha detto...

bella! iniziano i classificoni di fine anno! curiosissimo della tua

patrick bateman ha detto...

Bentornato!

enzoppi ha detto...

bella zio!

JR ha detto...

amico

l'è grama la vìtà

onanrecords ha detto...

Da appassionato di classifiche non potrò che essere qui ogni giorno.

Giorgio V ha detto...

grande Andrea! bongolismo a palla!

federico ha detto...

Un disco da paura, bello ed intenso dall'inizio alla fine. Anche a me ha ricordato i Sense Field, un gruppo che quando ero pischello ho semplicemente adorato.

Anonimo ha detto...

io summer in abandon l'ho letteralmente consumato e questo ho deciso di comprarlo in vinile, perchè anche gli ascolti vanno premiati.


Maurice

TS ha detto...

Bella & lì!

endria ha detto...

welcome back brate!

Gian ha detto...

Però almeno tre a settimana!

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