Per chi ancora fosse collegato. Sto ascoltando l'ultimo pezzo che il mio stereo diffonderà in questa casa. Chissà, forse anche l'ultimo che trasmetterà e punto. Due in una casa sola ora sono troppi, il mio non è il migliore e se ne torna in una scatola di cartone. Diciotto anni, ho fatto il calcolo. Però!
Ho fatto passare un po' di dischi, appena ho realizzato. Avail, Against Me!, Jawbreaker. La scelta era dura, l'improvvisa responsabilità enorme.
Poi ho preso Original Pirate Material ed ho scelto It's Too Late. E ho capito che qualunque fosse stata la scelta, avrebbe contenuto qualche parola adatta.
Walk now, don't be late.
11/01/05
26/05/03
Pensavo e speravo che questo momento non arrivasse mai, o quantomeno che tardasse e tardasse, ma alla fine non ce l’ho fatta. Fratelli e sorelle mi tocca finire qui. La vita prosegue incurante di questa misera paginetta, gli impegni si accumulano e diventano sempre più seri, il tempo è sempre lo stesso. Diventa indispensabile tagliare, e “Soul Food” non è l’unico ramo a farne le spese. Pensavo di potercela fare, per un po’ ce l’ho fatta, ma sotto sotto forse mi sbagliavo. Un “Soul Food” blando che timbra il cartellino non è il “Soul Food” che avevo in mente e che nei suoi migliori momenti è stato. Spero sarete d’accordo con me.
E ora? Potete rileggere gli archivi (fino a quando Blogger vorrà tenerli in piedi), potete continuare a scrivermi (forse ora avrò più tempo per rispondervi, chissà…), potete tenere d’occhio il sito della mia etichetta (Love Boat) e quello del mio gruppo (Disco Drive), potete -se proprio vi mancherò- leggermi in edicola su “Rumore” e online su “Sodapop”. Capito perché?
Ma potete, soprattutto, uscire di casa e andare a cercare dischi perché sentite che in quel momento è l’unica cosa che davvero volete fare. Tornare con nomi mai sentiti o titoli che cercavate da anni, offerte speciali inaspettate e mezzi pacchi da far fuori subito. “Soul Food” parlava anche e soprattutto di questo.
Andate e moltiplicatevi.
PS - Visto il consueto e spesso massiccio scarto temporale tra il giorno dell’acquisto e quello della pubblicazione, ci sono un po’ di titoli che attendevano pazientemente il loro turno. Per uno di questi mi ero portato avanti con il lavoro, degli altri vi bastino i dati essenziali.
32. VV.AA. In The Beginning There Was Rhythm
(Soul Jazz 2002, cd nuovo, € 20.60)
33. Antelope Antelope
(Dischord/Bug 2003, cd nuovo, € 10.00)
34. Measles Mumps Rubella Measles Mumps Rubella
(demo 2002, cd nuovo, € 5.00)
35. Measles Mumps Rubella Zusammen Mit Motown / Lighters Out
(M’alady’S 2003, 7” nuovo, € 5.00)
36. The Rolling Stones Singles Collection – The London Years
(Abkco 1986, 3cd usato, € 7.15)
Uno di quei colpi che ti fanno ridere a settantacinque denti. Leggendario cofanetto che ordina cronologicamente in tre cd, con note dettagliatissime su ogni singolo pezzo, tutti i singoli degli Stones usciti su London. Quindi: il periodo migliore. Quindi: la scaletta ideale, perché è sui singoli che si basa la discografia della band negli anni ’60. Quindi: a soli 15 euro, ulteriormente abbassati da un po’ di croste lasciate in cambio al negoziante, chi non lo prende è clinicamente morto. Chi lo vende, lasciamo perdere. Chi lo prezza 15 euro, magari pensandolo alla stregua delle raccoltazze doppie o triple che tutti conosciamo, lasciamo perdere. Archivi di ottobre e novembre 2002 per approfondire.
37. The Stranglers Rattus Norvegicus
(United Artists 1977, lp usato, € 2.85)
38. White Stripes Elephant
(XL 2003, cd nuovo, € 17.50)
39. Junior Kelly Bless
(Penitentiary 2003, cd nuovo, e 20.10)
40. Joe Bataan Latin Funk Brother
(Vampi Soul 2003, cd usato, € 10.33)
41. Massive Attack Special Cases
(EMI 2003, cds nuovo, € 5.60)
42. Painè Spontaneous
(Temposphere 2003, cd nuovo, € 16.90)
43. Bright Eyes Lifted or The Story Is In The Soil, Keep Your Ear To The Ground
(Saddle Creek/Wichita 2002, cd usato, € 10.33)
44. Amanda Woodward Ultramort
(autoprodotto 2002, cd nuovo, € 6.00)
45. Amanda Woodward Pleine De Grâce
(Waiting For An Angel 2003, cds nuovo, € 5.00)
46. Nusrat Fateh Ali Khan Mustt Mustt
(Real World 1990, lp usato, € 5.00)
47. Tsunami Deep End
(Simple Machines 1992, lp usato, € 5.00)
48. Beauty Pill The Cigarette Girl From The Future
(De Soto/Dischord 2001, cd nuovo, € 8.00)
49. VV.AA. We Are Getting Bad – The Sound Of Phase One
(Motion 2003, cd nuovo, € 20.00)
50. The Kills Black Rooster e.p.
(Domino 2002, mcd usato, € 5.00)
51. Broadcast Pendulum
(warp 2003, cds nuovo, € 5.50)
52. Il Balletto Di Bronzo Ys
(Polydor 1972/2993, cd nuovo, € 4.80)
53. VV.AA. Funk Drops – Breaks, Nuggets And Rarities
(Warner 2001, cd nuovo, € 12.85)
E ora? Potete rileggere gli archivi (fino a quando Blogger vorrà tenerli in piedi), potete continuare a scrivermi (forse ora avrò più tempo per rispondervi, chissà…), potete tenere d’occhio il sito della mia etichetta (Love Boat) e quello del mio gruppo (Disco Drive), potete -se proprio vi mancherò- leggermi in edicola su “Rumore” e online su “Sodapop”. Capito perché?
Ma potete, soprattutto, uscire di casa e andare a cercare dischi perché sentite che in quel momento è l’unica cosa che davvero volete fare. Tornare con nomi mai sentiti o titoli che cercavate da anni, offerte speciali inaspettate e mezzi pacchi da far fuori subito. “Soul Food” parlava anche e soprattutto di questo.
Andate e moltiplicatevi.
PS - Visto il consueto e spesso massiccio scarto temporale tra il giorno dell’acquisto e quello della pubblicazione, ci sono un po’ di titoli che attendevano pazientemente il loro turno. Per uno di questi mi ero portato avanti con il lavoro, degli altri vi bastino i dati essenziali.
32. VV.AA. In The Beginning There Was Rhythm
(Soul Jazz 2002, cd nuovo, € 20.60)
33. Antelope Antelope
(Dischord/Bug 2003, cd nuovo, € 10.00)
34. Measles Mumps Rubella Measles Mumps Rubella
(demo 2002, cd nuovo, € 5.00)
35. Measles Mumps Rubella Zusammen Mit Motown / Lighters Out
(M’alady’S 2003, 7” nuovo, € 5.00)
36. The Rolling Stones Singles Collection – The London Years
(Abkco 1986, 3cd usato, € 7.15)
Uno di quei colpi che ti fanno ridere a settantacinque denti. Leggendario cofanetto che ordina cronologicamente in tre cd, con note dettagliatissime su ogni singolo pezzo, tutti i singoli degli Stones usciti su London. Quindi: il periodo migliore. Quindi: la scaletta ideale, perché è sui singoli che si basa la discografia della band negli anni ’60. Quindi: a soli 15 euro, ulteriormente abbassati da un po’ di croste lasciate in cambio al negoziante, chi non lo prende è clinicamente morto. Chi lo vende, lasciamo perdere. Chi lo prezza 15 euro, magari pensandolo alla stregua delle raccoltazze doppie o triple che tutti conosciamo, lasciamo perdere. Archivi di ottobre e novembre 2002 per approfondire.
37. The Stranglers Rattus Norvegicus
(United Artists 1977, lp usato, € 2.85)
38. White Stripes Elephant
(XL 2003, cd nuovo, € 17.50)
39. Junior Kelly Bless
(Penitentiary 2003, cd nuovo, e 20.10)
40. Joe Bataan Latin Funk Brother
(Vampi Soul 2003, cd usato, € 10.33)
41. Massive Attack Special Cases
(EMI 2003, cds nuovo, € 5.60)
42. Painè Spontaneous
(Temposphere 2003, cd nuovo, € 16.90)
43. Bright Eyes Lifted or The Story Is In The Soil, Keep Your Ear To The Ground
(Saddle Creek/Wichita 2002, cd usato, € 10.33)
44. Amanda Woodward Ultramort
(autoprodotto 2002, cd nuovo, € 6.00)
45. Amanda Woodward Pleine De Grâce
(Waiting For An Angel 2003, cds nuovo, € 5.00)
46. Nusrat Fateh Ali Khan Mustt Mustt
(Real World 1990, lp usato, € 5.00)
47. Tsunami Deep End
(Simple Machines 1992, lp usato, € 5.00)
48. Beauty Pill The Cigarette Girl From The Future
(De Soto/Dischord 2001, cd nuovo, € 8.00)
49. VV.AA. We Are Getting Bad – The Sound Of Phase One
(Motion 2003, cd nuovo, € 20.00)
50. The Kills Black Rooster e.p.
(Domino 2002, mcd usato, € 5.00)
51. Broadcast Pendulum
(warp 2003, cds nuovo, € 5.50)
52. Il Balletto Di Bronzo Ys
(Polydor 1972/2993, cd nuovo, € 4.80)
53. VV.AA. Funk Drops – Breaks, Nuggets And Rarities
(Warner 2001, cd nuovo, € 12.85)
11/05/03
31. La Quiete/The Apoplexy Twist Orchestra split
(Heroine 2003, 7” nuovo, € 3.00)
Ho perso il contatto già da tempo con tutto quanto è screamo (leggi: scream+emo, leggi la strada che parte dell’hardcore punk ha preso dai tardi ’90 in poi), e faccio francamente fatica a orientarmi nella miriade di dischi usciti ed etichette attive in tutto il mondo. Non sono quindi la voce più attendibile in materia (se mai in qualche materia lo sia), ma vi dico lo stesso che secondo me i romagnoli La Quiete hanno i numeri per elevarsi. L’ingresso in formazione del boy wonder Roccu ha fatto alzare il tiro, rendendo più complicate ed epiche le trame chitarristiche melodiche appoggiate sul caos prodotto dal resto della band. Se devo trovare un punto debole, dirò che la voce mi sembra poco efficace, e che i pezzi dello split con i francesi Acrimonie avevano un’immediatezza maggiore. Sull’altro lato, la tedesca Orchestra Del Colpo Apoplettico suona al confronto molto più metallica e datata, e non mi dice molto.
30. Morrissey Bona Drag
(EMI 1990, lp nuovo, € 4.20)
Qui davvero non so da che parte cominciare.
Forse un giorno mi dilungherò sugli Smiths e sulla mia adolescenza. Bastino i segni indelebili che hanno lasciato, non solo fisicamente.
Quando si sciolsero, i seguaci presero più o meno due strade: chi continuò a seguire fedelmente Morrissey e chi invece lasciò perdere. Il sottoscritto appartiene (da solo?) alla seconda categoria. Uscì Suedehead e mi piacque, ma lasciai perdere. Non so bene perché. Oggi posso ripensarci per la prima volta. Gli Smiths erano una cosa, Morrissey un’altra. Certo i testi sono scritti dalla stessa persona, e non ricondurrei la fondamentale differenza alla sola chitarra di Marr o alla ritmica Joyce/Rourke, o alla più nitida forma pop delle prove soliste. È tutto ad essere diverso. Manca la violenza. Gli Smiths furono un’esperienza violenta, perché rivelatoria e cruda, perché inevitabile e indispensabile.
Morrissey è un’altra cosa, e chissà perché non mi ha mai coinvolto al di là dell’ascolto del singolo di turno. Non che non mi piacesse, semplicemente e involontariamente non mi interessava. Comprai Viva Hate usato qualche tempo fa, ma è inutile calcolare la frazione di ascolti che ha avuto in rapporto a qualunque vinile degli Smiths. Addirittura, non ero nemmeno sicuro che il mio unico disco di Morrissey non fosse proprio questo, prima di comprarlo e magari ritrovarmi in casa un doppione!
A mente fredda e molti anni dopo, ascolto Bona Drag con molta curiosità (e nonostante la copertina davvero orribile... è così bello il retro, non potevano invertire?). È una raccolta di singoli, uscita solo due anni dopo il suo esordio solista. Ma in quei due anni di singoli ce ne sono stati ben sette, due tratti dal suddetto esordio e ben cinque rimasti lì a riempire la lunga attesa per il seguito, il poco fortunato Kill Uncle. Si tratta, dicono gli esperti, di alcune tra le migliori cose a nome Morrissey. Si tratta, dico io, di un gran bel disco. I lati a sono ormai storici -Suedehead, Everyday Is Like Sunday, The Last Of The Famous International Playboys, Interesting Drug, Ouija Board, Ouija Board, November Spawned A Monster e Piccadilly Palare- e tra i lati b spuntano chicche come Hairdresser On Fire e Such A Little Thing Makes Such A Big Difference (oltre alla citazione/omaggio/ripoff di quel capolavoro assoluto che è How Soon Is Now? in Disappointed).
Ora però basta, o divento nostalgico.
29. Public Image Limited Paris In The Spring
(Virgin 1980, lp nuovo, € 4.20)
Sempre nei piani alti del negozietto, sempre in edizione italiana ancora incartata, trovo questo live dei Public Image Limited. Passo indietro: dei P.I.L. non ho nulla. Ricordo l’omonima Public Image Ltd. su una cassetta punk di quarta generazione doppiata dal fratello maggiore di un amico a quattordici anni circa, e ricordo come fu l’unico pezzo a piacermi quando ascoltai sconcertato l’intero First Issue. Capirete, spero: avevo appena scoperto i Sex Pistols e già mi toccavano i Public Image Limited! Ricordo anche, l’anno seguente, il disco che si chiamava Album su vinile, Compact Disc su cd e Cassette su cassetta, quello con il singolo che si vedeva anche in tv, e fui più volte sul punto di comprarlo in uno dei due negozi cittadini. Ma allora di dischi ne compravo uno o due al mese, e scelsi altirmenti.
Moltissimi anni dopo, memore dell’incitamento dell’ex collega pericolosamente simile all’Ozzy giovane a cui già accennai, trovo questo live e lo prendo a scatola chiusa. Tre pezzi dall’esordio e quattro dal successivo Metal Box/Second Edition. Il suono è immediatamente ostico, Theme piazzata in apertura non aiuta certo, ma presto vengono fuori le ritmiche dubbeggianti che Ozzy mi magnificava. La voce di Lydon è fastidiosa il giusto, i tempi sono caterpillar di basso e batteria (le quattro corde di Jah Wobble sono ancora della partita) percorsi da lancinanti sventagliate di chitarra a cura di Keith Levene. C’è spazio anche per accelerazioni dance mutanti (Bad Baby), timidi ricordi punk (Low Life) e sprazzi di pop (la finale Poptones). Mi piace.
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