11/03/02

Che dicevo nello scorso post sui Promise Ring?
Piace, piace.
Nel frattempo, i dischi si accumulano e il tempo si assottiglia, ma non temete. Grossi titoli in arrivo.
Ascoltate buona musica, cercate quello che non conoscete, rischiate, sporcatevi le dita di polvere.
Assaporate la gioia del trovare usato un disco che stavate cercando.
O del comprare al volo un disco di un gruppo del quale non sospettavate nemmeno l'esistenza, ma che sapete essere lì per voi.

06/03/02

Ancora non so bene come parlarne, ma con il passare dei giorni questo nuovo album dei Promise Ring mi piace sempre di più.
Avrei dovuto immaginarlo.

03/03/02

d18. Sonic Youth “Dirty” 1992. (cd DGC, nuovo, € 8.49, AMG).
Meraviglioso. Le migliori canzoni mai scritte dai Sonic Youth. La migliore sintesi tra il rumorismo e il pop mai raggiunta dai Sonic Youth. L’attacco di “On The Strip”. “Youth Against Fascism” e il suo stacco di basso. “100%” e il suo stacco di basso. Le melodie di “Sugar Kane”, “Wish Fulfillment” e “Chapel Hill”. “Purr” che resta in testa a dieci anni di distanza. L’elenco di top-model di “Swimsuit Issue”. Il crescendo di “Theresa’s Soundworld”. La sinuosa ”Shoot”. Meraviglioso. Meraviglioso. Buon decennale.

28/02/02

Lo vedevo in negozio per la prima volta.
Quando si dice un esordio col botto.

Lui (con barattolo di crauti in mano): "Mi scusi..."
Io: "Dica..."
Lui: "Questi crauti... vanno bene?"

f7. “Figli/Hijos” di Marco Bechis, 2001. (AMG).
Interessante, interessantissimo, l’argomento. Figli di giovani desaparecidos argentini strappati alle madri ancora in ospedale e “adottati” da famiglie di militari impossibilitate ad avere figli. Crudeltà sottile aggiunta alla crudeltà più violenta. Ragazzi che amano come genitori coloro che hanno ucciso i loro veri genitori.
Deludente quello che ne viene fuori. Non tanto per l’approccio all’argomento fatto di flashback, cose non dette e sguardi più che di racconti espliciti, quanto per la spiacevole impressione che uno spettatore poco informato sulle pratiche sistematicamente adottate dal regime militare argentino possa pensare che si tratti di un episodio isolato, magari pure di fantasia, e non di una pratica appunto sistematica.
Aggiungete al tutto attori monoespressione e scene interminabili di chiaro retaggio indipendente e fate due conti.

d16. Les Savy Fav “Rodeo/Blackouts On Thursday” 1997. (7” Sub Pop, usato, € 3.00).
“Go Forth” è uno dei dischi più belli del 2001. Questo invece è un singoletto che risale agli esordi del quartetto newyorkese, quando ancora le influenze del sound della capitale (Jawbox su tutti) si facevano sentire forti e chiare, sporcate il giusto da una certa cafonaggine rock. Carino, ma nulla in confronto a “Go Forth”.

d17. Marvin Gaye & Tammi Terrell “United/You’re All I Need” 1967/1968. (cd Motown, nuovo, € 8.49, AMG/AMG).
Stando a quello che mi dicono ex-colleghi fidati, delle varie duettanti con il Marvin Gaye di inizio carriera la Tammi Terrell è contemporaneamente la meno lodata e la più dotata. In attesa di conoscere gli altri duetti, non posso che prendere per buona la parola di Giulio: Tammi ha una voce che incanta, e con Marvin sono scintille.
“The Sound of Young America” strillano compiaciuti i retrocopertina, e ne hanno ben donde: la freschezza e l’energia sprigionate da queste canzoni sono irresistibili (mai sentita “Ain’t No Mountain High Enough”? Davvero????). Banali canzoni d’amore, se proprio vogliamo ridurle così, oppure piccole gemme di soul-pop adolescenziale rappresentatrici di un’epoca.
Il cd unisce i due album originali, ciascuno con la propria grafica e le proprie note, ed è in giro a prezzo speciale.

19/02/02

Ricapitolo per chi avesse perso i primi post della seconda vita di Soul Food.
I titoli con la "d" sono i dischi che ho comprato dall'inizio del 2002, il numero è progressivo e quelle che seguono sono le mie impressioni, le mie associazioni di idee al riguardo. I titoli con la "f" sono i film che ho visto dall'inizio del 2002, e idem.

d15. Colle Der Fomento “Scienza Doppia H” 1999. (cd Mandibola/Virgin, usato, € 9.20)
“Brucio con il fuoco ma resto / il diavolo in me mi rende estraneo in ogni posto”.
Questo se lo era comprato il Musso appena uscito. La cassetta registrata l’ho tenuta fissa in macchina fino a quando ho avuto una macchina.
A furia di rewind, ho capito che “Scienza Doppia H” era indispensabile, e che di una Sony frusta non potevo e non dovevo accontentarmi, ma il disco nel frattempo era praticamente sparito dai negozi e nell’usato non lo si trovava nemmeno per scherzo.
Oddio, per scherzo l’ho pure trovato: vedo la copertina, sbavo, chiedo il cd e pago. A casa mi accorgo che l’album si chiama “All Day Sucker” ed il gruppo Jonestown (poteva anche andarmi peggio). Torno immediatamente al negozio, ma dell’oggetto del mio desiderio nessuna traccia. Perso in chissà quale scaffale. Scelgo qualcos’altro in cambio e mi congedo con un inutile “Se lo trovate tenetemelo da parte, ok?”.
Non era da parte, ma è lui ed ora è mio lo stesso. I negozi dell’usato vanno battuti costantemente, vedere gli stessi esatti dischi di due giorni prima è un prezzo che mi posso permettere.
Cominciamo dalla fine. Non dall’outro, ma dagli ultimi tre pezzi del disco: “Scienza Doppia H”, “King Kong Vs Godzilla” e “Il Tuo Diavolo”. Un’escalation trionfale.
In tutto, i migliori quindici minuti e trentasette secondi di hip-hop italiano, o siamo lì. Sicuri, potenti, eleganti, profondi. Ancora oggi, all’ascolto numero 2550, da pelle d’oca.
Ma anche il trittico che getta le basi per il trionfo è da bollino oro: “Toro Scatenato”, la splendida “Il Cielo Su Roma” e l’ostica, sperimentale “Spinto Da Una Sensazione” in compagnia di Esa.
Ecco, rispetto a questo ipotetico lato B il lato A è forse semplicemente normale. Ma che album! Il progresso, rispetto al pur buono esordio di “Odio Pieno”, lo si misura in miglia e miglia. Ice One assomiglierà pure a Maurizio Costanzo, ma confeziona basi imperiche e rappa se possibile ancora meglio dei due titolari Masito e Danno!
Qualcuno sa se questo Colle esiste ancora?
“Una sola direzione, la mia / e se un diavolo la chiude ucciderò il mio diavolo a mani nude”.

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